Il giorno della svolta me lo ricordo ancora. Me lo ricorderò per sempre.
Storie dei ragazzi
I pomeriggi sono tutti uguali.
Mi sveglio e fuori è ancora buio. La luce non riesco mai a vederla. Dormo tutti i giorni,
imbottita di droghe dalla notte prima. Anche oggi.
Dormo sul divano, vestita.
Ho solo una scarpa, l’altra non so neppure dove sia e ho una coperta a scacchi colorata, appoggiata sulla pancia.
Mi alzo, accendo subito una sigaretta e sospiro; sono sola.
L’appuntamento è al solito bar. Sono passati quattro anni, ma il tempo sembra non aver toccato nulla di questo pezzetto di costa pugliese dove sono cresciuta e dove ho vissuto quasi tutta la mia vita. Parcheggio ma decido di aspettare in macchina. Tutto esattamente come allora. Io che aspetto Paolo. Paolo. Il mio migliore amico, l’altra parte della mela. Con lui non servivano parole, né frasi o atteggiamenti, niente che potesse modificare quel qualcosa che c’era tra noi, legati insieme ad un carro ‘solidissimo’ come quello della droga.
Via Prione è illuminata. Il Natale è appena trascorso. Per strada facce sorridenti e soddisfatte. Vite appena riempite da straripanti e zuccherine effusioni familiari, da sorrisi che accompagnano pacchetti regalo sormontati da sfarzosi fiocchi. Guardo tutto ciò, lo scruto cerco di capire cosa o chi spinga quelle persone. Non riesco a darmi una risposta.
Cammino per strada, e mentre tengo le mani nelle tasche per riscaldarle, mi guardo attorno. La città ha messo il suo miglior abito invernale, le luminarie di un Natale appena trascorso si riflettono sui mucchi di neve ai margini delle strade, mentre le vetrine annunciano i primi saldi di questa stagione.
