Candele: atmosfere magiche

Una candela ha il potere di creare atmosfere magiche, diffondendo la propria luce nei luoghi più diversi: da un ristorante caratteristico al salone delle nostre case, da un giardino notturno ad un palcoscenico teatrale, dalla sagrestia di una chiesa ad una grotta vulcanica.

Ed è proprio dalla passione per questa luce che nel 2001 nasce l’idea del laboratorio di candele a San Patrignano.

Chi, pensando alla creazione di una candela, immagina un insieme di cera, colore e stoppino da assemblare, non potrebbe percorrere strada più sbagliata. ‘Creare una candela è un’arte estremamente articolata’, spiega Sauro, ex perito elettronico che ha abbandonato la sua professione per dedicarsi a queste creazioni e che da sei anni trasferisce la sua esperienza artigianale nel laboratorio di formazione di Sanpa.

Entrando nella ‘cereria’, tra paraffine vegetali, essenze, pigmenti colorati, stampi in silicone, prototipi e un’infinità di candele in lavorazione, si scopre quanta precisione e metodo siano necessari per ‘costruire’ una candela. Il percorso prevede un progetto iniziale frutto di proposte dei ragazzi del laboratorio pensate insieme all’ufficio commerciale. Come avviene per gli altri prodotti artigianali della Comunità, infatti, si cerca di creare collezioni in linea tra loro e con le tendenze di mercato. Non è inusuale, ammirando i prodotti disponibili all’Emporio della Comunità, vedere una candela decorata come i tessuti di una poltrona o riproporre la stessa fantasia di un tappeto o la finitura di una mobile.

Oltre ad una ampia gamma di candele di varie forme, con diverse declinazioni di colori e profumazioni, è molto apprezzata la produzione di vasi in cera. Afrodite, Zeus, Marte, Nettuno, infatti, sono i nomi dei vasi ‘ever green’ che San Patrignano propone. Linee semplici e morbide (che con la loro originalità ed eleganza hanno oltrepassato i limiti che il tempo impone) risultano a tutt’oggi le più richieste dai clienti e le più apprezzate nei vari saloni del mobile a cui la comunità partecipa.

La prima presentazione ‘ufficiale’ della produzione di candele di Sanpa è avvenuta in occasione del Macef di Milano nel 2001. L’ottimo riscontro avuto ha cementato ancora di più questa iniziativa ‘creativa’ che oggi ha ampio respiro all’interno delle collezioni proposte della Comunità ed è simbolo di un lavoro corale e costante, in cui anche la passione determina la buona riuscita.

Obiettivo formativo di questo laboratorio è non tanto quello di far diventare i ragazzi dei maestri della paraffina, ma quello di trasmettere un metodo di lavoro ben definito che nel loro futuro possano applicare in qualunque campo lavorativo.

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La candela nella storia


Con la scoperta del fuoco arrivano i suoi primi utilizzi che porteranno nel tempo alla creazione delle candele. Nell’era primitiva torce sporche di grasso animale venivano usate per illuminare durante gli spostamenti notturni. Assiri, Egizi e in seguito Romani e Greci usavano l’olio per le lanterne. Pare che i primi a costruire oggetti utilizzando cera per la struttura portante e stoppa o giunchi per gli stoppini siano stati gli Etruschi.

L’illuminazione ai tempi aveva un utilizzo casalingo e sacro. Le candele, infatti, illuminavano case, tombe e altari. Con la nascita del candelabro le candele hanno vissuto il loro grande ‘boom’: palazzi, chiese, castelli, strade, conventi ne erano pieni. I ricchi utilizzavano candele fatte di cera d’api dalla profumazione delicata e dalla lenta combustione che permetteva un’illuminazione duratura, mentre nelle case dei poveri si trovavano candele fatte di grasso animale dall’odore acre e sgradevole. La nascita della paraffina, usata ancora oggi per queste creazioni, risale al 1850.

L’arrivo dell’energia elettrica ha segnato il declino delle candele e della loro funzionalità anche se oggi, grazie alla grande rivalutazione che hanno avuto non più come semplice strumento di illuminazione ma come complemento d’arredo, sono riuscite a mantenere il fascino che la loro luce emana.