Storie di città

C’è un luogo a Cagliari, incastrato tra lo stadio e il mare, che una volta riqualificato, tornerà ad essere uno degli squarci paesaggistici più suggestivi d’Italia.

Ma Sant’Elia, per il momento è il quartiere popolare più esteso della Sardegna, conta circa 100mila abitanti e si distingue per tutt’altro tipo di panorama.

Certo, il tradizionale mercato del pesce è citato su molte guide turistiche, ‘da non perdere’ dicono, ma non è il mercato più fiorente del rione.

Quello della droga è il più redditizio, e soprattutto è l’unica alternativa, per giovani e non, ad un lavoro che anche volendo non si trova. Eroina, cocaina, marijuana, e ultimamente un’ondata massiccia di ‘droghe furbe’, si trova di tutto. Basta chiedere e ti verrà indicata la zona dove si vende quella specifica droga.

La maggior parte delle case popolari sono occupate abusivamente. Come abusivi sono gli allacci di acqua e luce, basta attaccarsi ai contatori dei meno scaltri. Se hai la sfortuna di dover essere ricoverato in ospedale, la tua grande preoccupazione non è la malattia, ma il fatto quasi certo che al tuo ritorno troverai i mobili per strada e altri inquilini, quasi sempre spacciatori, nel tuo appartamento. Alloggio che molto probabilmente dopo poco avrà il parquet e la porta blindata grazie ai guadagni che il traffico di stupefacenti permette. E guai a protestare, altrimenti in ospedale ci ritorni immediatamente. La gente vive tra microcriminalità, abusivismo e tossicodipendenza e se è povera gente deve fare i conti anche con la paura. ‘Scendere le scale di casa e chiedere a chi si buca davanti agli occhi di tuo figlio di spostarsi è impensabile’, racconta T., ‘O aspetti o meglio rinunciare ad uscire’. Uno stanziamento è stato approvato per il risanamento urbanistico del quartiere. Per ora sono state ristrutturate alcune palazzine. Addirittura con le grondaie in rame. Manna dal cielo inaspettata per chi si è adoperato a staccarle per racimolare qualche soldo.