Aiutaci a migliorare le dieci azioni per una nuova economia positiva in Italia

Il 12 e 13 giugno 2014 al LH Forum San Patrignano è stato presentato per la prima volta in Italia il movimento per l’Economia Positiva, nato in Francia da Jacques Attali, dal desiderio di trasformare la crisi attuale in opportunità, di modificare la nostra economia e mettere in discussione i nostri modelli di governo, di produzione e di consumo.

Sono state due giornate di lavoro intenso sui temi dell’impresa sociale, dello sviluppo sostenibile, di politiche rivolte alle generazioni future. Decine di rappresentanti internazionali del mondo imprenditoriale, universitario e sociale si sono succeduti, dando il loro contributo su una nuova idea di economia.

L’economia positiva è quell’economia che riorienta il capitalismo verso obiettivi di lungo termine. La generosità nei confronti delle generazioni future è un incentivo molto più potente della mera ricerca del profitto, che si presume regga l’economia di mercato. Si tratta di un’economia volta a promuovere le relazioni di lungo periodo, la condivisione della conoscenza, gli approcci collaborativi e la tutela delle generazioni future.

Il Rapporto sull’Economia Positiva ha analizzato e classificato i Paesi Ocse secondo un Indice di Positività il cui obiettivo è di valutare gli Stati e le aziende prendendo in considerazione il loro impatto positivo sulla società e sull’ambiente. In base a tale indice, che si basa su 29 fattori di valutazione che toccano vari temi fra cui la persona, l’economia, l’impresa, la finanza, la pubblica amministrazione e l’ambiente., l’Italia occupa solo la 32° posizione, non certo fra gli Stati ai primi posti.

Per questa ragione, al termine della due giorni è stato delineato un percorso per riuscire davvero a dare vita a una nuova idea di sviluppo per il nostro Paese e riuscire a migliorare la posizione dell’Italia nella classifica delle economie positive.

Sono state evidenziate dieci azioni, suddivise in 6 ambiti di intervento, che vogliono essere un punto di partenza, una base per indicare insieme una strada per tornare a crescere, innanzitutto come cittadini.

Dieci punti che per essere completi necessitano anche del tuo contributo, del tuo pensiero e della tua esperienza. Aiutaci a migliorarli e a renderli quanto più chiari.

Ma affrettati, perché vogliamo che le nostre proposte si possano tramutare in realtà.

Il 15 luglio infatti presenteremo al Governo i nostri dieci punti programmatici.
Di seguito le dieci azioni sulle quali ti chiediamo di dare un tuo contributo:

PERSONA
1 – Diffondere i valori dell’Economia Positiva attraverso:
· Politiche della famiglia e demografiche
· Programmi scolastici e universitari
· Sviluppo delle competenze professionali a supporto

FINANZA
2 – sostenere lo sviluppo di strumenti di finanza sociale (fondi etici, social bond, social impact bond, microcredito etc…)

CONTRIBUTO ALL’ECONOMIA
3 – misurare il contributo del Terzo settore al PIL e inserire il valore aggiunto del volontariato nel calcolo del PIL
4 – implementare l’indice di positività dell’economia come strumento di pianificazione e di valutazione delle politiche economiche di Governo

IMPRESA
5 – sviluppare un sistema di social credits, simile ai green credits, attributi alle imprese per incentivare il comportamento positivo nell’economia; prevedere modelli di valutazione e di misurazione dei comportamenti dell’impresa e sistemi di reward per investimenti e politiche aziendali di lungo termine
6 – inserire nel diritto d’impresa la missione positiva delle aziende
7 – favorire una proprietà di lunga durata delle imprese, anche attraverso il voto plurimo dei soci di lungo termine

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
8 – integrare criteri di economia positiva nelle valutazioni per le assegnazioni degli appalti pubblici.(Es: occupabilità, energie rinnovabili, solidarietà positiva, qualità sociale della governance, etc.)
9 – favorire la riduzione della spesa pubblica nel settore del Welfare utilizzando strutture sociale del Terzo Settore, valutando e monitorandone i risultati

AMBIENTE
10 – Favorire l’introduzione di classificazioni dell’impatto sociale e ambientale dei prodotti e dei servizi per orientare le scelte di acquisto