Le 13 realtà di GoodFOOD

Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, anche l’edizione 2008 di Squisito! presenta la rassegna dedicata ai progetti che utilizzano la coltivazione, la produzione e la lavorazione dei prodotti enogastronomici come percorsi terapeutici per riscattarsi dalla tossicodipendenza e dall’emarginazione o per dare ai popoli oppressi una nuova opportunità di vita.
Un’iniziativa che per il suo alto valore civile e culturale ha ottenuto il patrocinio dell’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine.
Di seguito le 13 realtà presenti nell’area GoodFOOD.

Mae Fah Luang Foundation under royal patronage Thailandia
La Thailandia è un vertice del “triangolo d’oro” della produzione di oppio. Per contrastare con forza la produzione di questa sostanza, dal 1988, la Royal Projects Foundation, con la Principessa madre Srinagarindara in testa, ha avviato il programma di sviluppo Doi Tung che prevede la sostituzione delle colture illegali. Lo sviluppo sostenibile alternativo si è rivelato una risposta efficace alla fornitura di oppio e, di conseguenza, all’uso di droghe. Il primo passo? Arrestare la distruzione delle foreste, e rivalorizzare i terreni adibiti alla coltivazione di piante oppiacee. Dove c’erano papaveri da oppio, oggi crescono prodotti agricoli, una nuova opportunità di impiego per gli abitanti della regione thailandese di Chiang Mai.
Consorzio Cooperative Sociali Rebus
Il Consorzio di cooperative sociali Rebus di Padova sarà rappresentato in particolare dal suo capofila, la cooperativa Giotto. Sarà questa a portare i prodotti del lavoro dei tanti detenuti della Casa di reclusione della città veneta. Pasticceria artigianale, cartotecnica di raffinata eleganza e ceramiche saranno i prodotti che testimonieranno l’impegno e il successo di questo Consorzio di cooperative sociali che, nato alla fine del 2004, cerca di rispondere in maniera efficace alle esigenze presenti nell’attività lavorativa di alcune cooperative operanti presso la Casa di reclusione.
La Piazza dei mestieri
La fondazione torinese “Piazza dei mestieri” è interamente dedicata alla prevenzione delle diverse forme di disagio giovanile e dei fenomeni di dispersione scolastica. Le basi della scommessa della Piazza dei Mestieri sono l’apprendimento al lavoro e la capacità di utilizzare il proprio tempo libero in modo positivo. Un luogo che si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta dove persone, arti e mestieri si incontravano e si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità. La moderna Piazza dei mestieri vuole essere un angolo di mondo in cui i giovani della nuova generazione possano vedere valorizzati i propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto, per essere veri protagonisti e constatare con i loro occhi l’esito del lavoro delle proprie mani. E ancora una volta, è il cibo, e la gastronomia in genere, a fornire una nuova possibilità di inserimento sociale.
Rubicon Programs
Rubicon Programs assicura a chi soffre di handicap fisici o mentali e a chi è senza tetto, disoccupato o vive condizioni d’emarginazione una nuova possibilità di vita. L’organizzazione no profit statunitense fondata da Rick Aubry nel 1973 aiuta queste persone a riacquistare la loro dignità di individui e la loro autonomia economica, utilizzando corsi di formazione professionale, programmi olistici e di reinserimento sociale. Tra le attività spicca “Rubicon Bakery” dove le persone sono impiegate nella creazione di prodotti di alta pasticceria: torte e marshmallows venduti in più di 2000 supermercati in tutti gli Stati Uniti. Un progetto talmente importante da essere stato inserito da Fast Company Magazine, dal 2003 al 2006, fra le 25 imprese che stanno cambiando il mondo.
Dacaar
Da più di vent’anni l’Ong DACAAR è impegnata in Afghanistan per portare miglioramenti alle infrastrutture rurali e alla gestione delle risorse naturali. Ad affiancare DACAAR, si contano numerosi enti non profit internazionali, soggetti del settore privato e lo Stato afgano, uniti da un unico obiettivo: combattere la povertà e favorire il rimpatrio dei rifugiati e di quanti hanno dovuto lasciare le loro case a causa della guerra. Attenzione particolare è riservata alle donne con il Sewing Centre Project che, attivato nel 1984, continua a creare opportunità di impiego e di autosufficienza per le donne che vivono nei campi di rifugiati. Dal 2005 sono state intensificate le attività per promuovere lo sviluppo di colture alternative nella provincia di Herat, dove alle piantagioni di oppio nei campi sono state sostituite coltivazioni di ortaggi e zafferano: in particolare la coltivazione dello zafferano si è rivelata nel tempo un’alternativa realizzabile e credibile per i contadini afgani, data la sua resa altissima anche in piccoli spazi.
Roots of Peace
Dal 1997 l’organizzazione umanitaria Roots of Peace ha una missione chiara: sradicare le mine antiuomo e rendere la terra nuovamente fertile e produttiva. “Mines into Vines”, trasformare “Mine in Vigne”, è lo slogan del progetto americano, sostenuto grazie al prezioso contributo dei migliori viticoltori della California e grazie all’appoggio di organizzazioni pubbliche e private di tutto il mondo. Trasformando campi minati in frutteti e vigneti Roots of Peace aiuta i contadini e le loro famiglie a ricostruirsi un’esistenza, liberi dalla violenza e dalla paura. Roots of Peace sarà presente nell’area GoodFOOD con un assortimento di frutta fresca e secca da degustare e comprare (melagrani, noci, mandorle, uvetta, etc dall’Afghanistan e vino dalla Croazia).
Unodc Perù
Ridurre produzione e traffico di droga è possibile. I risultati ottenuti dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) in Perù e nell’America Latina lo dimostrano. Dal 1992 al 1996, circa 90.000 ettari di terreno adibito alla coltivazione di coca sono stati strappati ai narcotrafficanti e lo sviluppo di produzioni agricole alternative ha permesso alle famiglie di contadini peruviani di ottenere guadagni leciti. Alla realizzazione di progetti locali si è affiancato un vero e proprio investimento nell’industria agricola.
Cuori di palma e caffè, in particolare, si sono rivelate le colture più adatte al terreno per sostituirsi alla coca. Gli stessi prodotti che sarà possibile degustare e comprare in occasione di Squisito!, nell’area GoodFOOD.
Unodc Myanmar
Nel 2005 erano 32.800 gli ettari sfruttati dai narcotrafficanti per la coltivazione di oppio in Myanmar (ex Birmania): l’80% in meno rispetto a soli 10 anni prima. Oggi come allora l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) continua a lavorare nel Myanmar per ridurre la coltivazione, la produzione, il traffico e l’uso di droghe. Con successo, e seguendo una strategia precisa: approccio partecipativo mirato a valorizzare le diverse comunità locali e a rafforzare la società civile, concentrandosi sullo sviluppo delle comunità agricole. L’UNODC punta, quindi, all’eliminazione della coltivazione di oppio e alla creazione di cooperative di contadini impegnati in progetti di colture alternative. Tutto questo, per dare alle popolazioni locali la possibilità di autosufficienza economica, sviluppando nel contempo condizioni di piena legalità in tutti i territori coinvolti.
Unodc Colombia
In Colombia sono circa 80 mila gli ettari coltivati a coca. È questa la stima dell’ Ufficio contro la Droga delle Nazioni Unite (UNODC) che individua questo Paese come il primo produttore di cocaina al mondo. L’esperienza di Productos de Paz messa in campo dalle Nazioni Unite rappresenta una risposta concreta a questa emergenza: stop alle coltivazioni illecite e spazio a caffè biologico, miele, cacao de Caguan, palmitos e alla produzione di yogurt, prodotti tutti presenti a Squisito!. Una nuova frontiera per andare oltre alle azioni militari e alle fumigazioni aeree con pesticidi praticate negli anni passati dalle forze armate statunitensi, interventi che non hanno ottenuto i risultati previsti. Protagonisti i campesini colombiani e il progetto “Pace per la Colombia e per il mondo” che punta sulla formazione professionale, il microcredito e la creazione di cooperative finalizzate a dare un’autonomia economica a lungo termine agli abitanti delle selve colombiane, e un’educazione alla tutela del loro prezioso ecosistema.
Fifteen
Jamie Oliver è uno dei più famosi chef del mondo. Da anni la sua passione per la buona cucina si abbina ad una grande professionalità. Una competenza che nel tempo ha portato il giovane chef britannico verso un nuovo impegno nel sociale. A partire dal 2002, l’ambizione di Oliver prende forma in un ideale: trasformare giovani ragazzi a rischio e in condizioni sociali svantaggiate in grandi chef. La scommessa si chiama Fifteen Foundation, impresa sociale da lui fondata nella capitale inglese. Una scommessa nata sul piccolo schermo con “Jamie’s kitchen”, programma televisivo che ha reso famoso Jamie Oliver in tutto il mondo: protagonisti con lui 15 ragazzi presi dalla strada, per realizzare grandi ricette e cibi di qualità.
Sekem
La singolare impresa–comunità–località di Sekem, vocabolo tratto dall’egiziano antico che significa “vitalità data dal sole” ha sede a 70 chilometri dal Cairo. Il suo fondatore, il dottor Ibrahim Abouleish, nel 1977 decise di creare lì un angolo di paradiso promuovendo l’agricoltura biodinamica. Oggi, dopo 27 anni di lavoro preparatorio, la sua idea è divenuta una realtà unica al mondo, in cui si sono fuse economia, cultura e vita sociale. Più di 2.000 persone lavorano a Sekem nell’ambito di sei imprese economiche che comprendono: orticoltura, produzione di cotone, agricoltura, trasformazione di prodotti alimentari, industria tessile e produzione farmaceutica (barrette di sesamo biologiche, the naturali, tisane e infusi i prodotti che saranno disponibili allo stand). Insieme, le sei imprese economiche costituiscono la “Comunità Sekem”.
La Selva
Prima apparizione a Squisito! per l’azienda messicana che ha rivoluzionato la catena di vendita del caffè, facendo in modo che i proventi del commercio arrivino direttamente ai produttori locali senza essere assorbiti dalle multinazionali. Un impegno che ha permesso a La Selva di diventare un vero e proprio colosso della solidarietà, capace di scalzare dal Messico, con i propri locali, le maxicatene internazionali di coffee shops.
Sierra Gorda
Prima volta a Squisito! anche per il Gruppo Ecologico messicano Sierra Gorda che da anni ha avviato un’attività di recupero di un ambiente naturale unico al mondo. Sierra Gorda è situata nello stato di Queretaro, nel Messico settentrionale. La sua particolare posizione geografica ne ha fatto l’habitat ideale per piante e animali tipici delle montagne del Nord, Centro e Sud America, rendendo l’area una delle più diversificate dal punto di vista naturalistico del Paese. Martha Isabel Ruez Corzo, ex insegnante di musica è leader morale dell’associazione (GESG) che dal 1987 si batte per proteggere l’area e coinvolgere la popolazione nella sua protezione e nello sviluppo eco-compatibile del territorio. Nel 1997 la Riserva della Biosfera di Sierra Gorda (oltre 400.000 ettari) è stata dichiarata la prima area protetta del Messico, con l’approvazione e il supporto degli abitanti della regione.