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Accolto dal carcere il ragazzo fatto arrestare dai genitori

L’utilità del gesto sta nel fatto che il ragazzo, dopo oltre un mese di carcere, domani farà il suo ingresso nella comunità di San Patrignano. Alle ore 12.00 infatti due responsabili della Comunità saranno a Regina Coeli per prendere in consegna il ragazzo e accompagnarlo fino alla sede riminese di San Patrignano dove il ragazzo inizierà il percorso.

Per i suoi genitori se non la fine dell’incubo, almeno un attimo di respiro, un barlume di speranza e soprattutto la certezza di non aver preso una posizione così radicale per nulla.

La Comunità era venuta a conoscenza dell’accaduto attraverso il Tg1. Una storia ordinaria di tossicodipendenza, come da sempre ne vede la Comunità. Una storia fatta di continue richieste di denaro, tentativi di disintossicazione, furti in casa, minacce ed estorsioni, prima di tutto a persone care. E’ così che la Comunità ha preso i contatti con la famiglia attraverso l’Anglad di Roma, associazione che collabora da anni con San Patrignano e guidata dal responsabile Paolo De Laura. Diversi i colloqui avviati all’interno del carcere con il ragazzo e da domani l’affidamento alla Comunità. Nella speranza che possa iniziare una nuova strada che lo porti alla vita. I percorsi alternativi alla detenzione per ragazzi tossicodipendenti che hanno commesso reati sono parte integrante della missione di San Patrignano. Nel 2011, sono stati accolti in comunità 54 ragazzi tossicodipendenti agli arresti domiciliari e ai 121 in affidamento in prova ai servizi sociali. In questo modo, San Patrignano ha sostituito, dal 1988 ad oggi, più di 4.000 anni di carcere con percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo.

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22 Ottobre 2012
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