Alessandro

Come si può pensare di ridurre un danno liberalizzando qualcosa che spegne le coscienze, instupidisce chi ne fa uso e altera il livello emozionale e percettivo? Perché anziché cercare di ridurre un danno, favorendo il commercio di stupefacenti, non spieghiamo ai giovani che esiste un altro modo per affrontare i disagi? Io personalmente iniziai a fumare all’età di 14 anni e lo facevo perché mi aiutava a farmi sentire parte di un gruppo, mi sentivo accettato, le mie insicurezze si dissolvevano man mano che lo sballo aumentava. Non so quanto questo, a livello medico, abbia prodotto danni, ma l’unica certezza che ho è che i miei sogni, le mie aspirazioni di affermarmi culturalmente e professionalmente sono andati in fumo assieme alla canna.