Un Amico di nome Charly

Un’associazione per prevenire il suicidio giovanile. E’ questo che fa l’Amico Charly.
Li abbiamo incontrati il 25 febbraio negli studi di Cominciamo Bene, e da lì è iniziata un’amicizia in nome della convinzione che le droghe, i fenomeni di violenza, e quindi i suicidi, siano in fondo facce diverse di uno stesso fenomeno, quello, del disagio.

Togliersi la vita a soli 16 anni.
Charly, un ragazzino come altri, e se non fosse per il fatto che nella vita in carne ed ossa voltare pagina non è semplice come sfogliare un fumetto, oggi, Charly, forse porterebbe ancora il cappellino da baseball come il suo quasi omonimo creato dalla penna di Schulz.
Ma se la vita fosse quella dei Peanuts, della serendipity di Charlie Brown, della coperta di Linus e delle spensierate intemperanze di Snoopy, le azioni sarebbero reversibili, le ferite probabilmente si rimarginerebbero e forse non vi sarebbe spazio per nuovi germogli.
Ed è così, là dove il dolore è concime per la speranza, che nel 2001 nasce l’Amico Charly, un’ associazione onlus che da 8 anni lavora per prevenire il disagio giovanile.

Charly era un ragazzo allegro, ricorda la zia Mariagrazia, sereno, pare, e soprattutto bello come il sole. E’ lei a capire che l’unico modo per non sprofondare nello strazio e nell’impotenza che pervade una famiglia segnata da un suicidio, è fare qualcosa.
Quel qualcosa diventa occuparsi di giovani, progettare interventi educativi nelle scuole, stringere collaborazioni con la scuola, le istituzioni e le famiglie.

Mariagrazia Zanaboni l’abbiamo incontrata il 25 febbraio negli studi di Cominciamo Bene, e da lì è iniziata un’amicizia in nome della convinzione che le droghe, i fenomeni di violenza, e quindi i suicidi, siano in fondo facce diverse di uno stesso fenomeno, quello, del disagio.
E così, ora, l’Amico Charly, è anche un amico di San Patrignano e di Drugs Off.
Lo si può trovare nello spazio dedicato ai friends, nella speranza di riuscire a meglio indirizzare interessi, bisogni e richieste d’aiuto.
Uno spazio per parlare di disagio, problematiche ma soprattutto di amore per la libertà, quella vera, e per la vita.