Analisi tossicologica

Ritenzione in trattamento e follow-up di soggetti ospiti della Comunità di San Patrignano.

di Aldo Polettini

La ricerca ha inteso prendere in esame soggetti accolti presso la Comunità di San Patrignano sia nel corso dello svolgimento del programma terapeutico, sia a distanza di 2-4 anni dal termine del programma stesso (follow-up).
La prima parte dello studio ha riguardato in particolare la valutazione della ritenzione in trattamento, vale a dire la percentuale di soggetti che permangono in trattamento dopo un periodo di tempo prefissato. Uno dei parametri principali di valutazione comparativa di un trattamento di cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza è infatti la capacità di trattenere un paziente in trattamento. A tale scopo sono stati presi in esame gli archivi della comunità relativamente agli ospiti accolti negli anni 1999, 2000, 2001 e parte del 2002 ed è stata calcolata la percentuale di soggetti che risultavano ancora presenti dopo 1, 2 e 3 anni dall’ingresso. La percentuale di ritenzione dopo un anno, parametro usualmente utilizzato a fini comparativi, è risultata compresa tra il 61 % (1999) ed il 71% (2001), dati che attestano una ritenzione particolarmente elevata. Dopo 2 e 3 anni di soggiorno presso la comunità le percentuali di ritenzione in trattamento sono state del 52-55% e del 45%, rispettivamente.

Obbiettivo aggiuntivo di questa prima fase dello studio è stato poi quello di valutare se e in che misura i soggetti accolti presso la comunità avessero accesso a droghe d’abuso e se l’uso di droghe durante il soggiorno nella comunità fosse un elemento favorente la ritenzione in trattamento. A tale scopo è stato scelto uno strumento di diagnosi oggettivo, potente, particolarmente specifico e sensibile, vale a dire l’analisi dei capelli. Attraverso l’analisi del capelli è infatti possibile risalire ad una esposizione a droghe d’abuso avvenuta per un periodo pari a circa un mese per ogni centimetro di capello analizzato.
L’analisi tossicologica è stata condotta su un campione casuale di 100 soggetti di cui 50 tra quelli accolti nel periodo 1/01/02-31/08/02 e 25 per ciascuno dei due anni precedenti (2001 e 2000). Ragioni di costi e di tempi tecnici hanno fatto propendere per un approccio a campione piuttosto che per una valutazione estesa a tutti i soggetti in trattamento. E’ tuttavia da sottolineare che il numero di soggetti selezionati corrisponde a circa il 10% dei soggetti per gli anni 2000 e 2001 e a quasi il 30% degli ospiti accolti nel 2002. Il prelievo è stato eseguito presso la comunità da personale del Dipartimento di Medicina Legale e Sanità Pubblica dell’Università di Pavia nel settembre 2003. La lunghezza media dei campioni analizzati era di 2,8+/-0,5 cm. Le analisi sono state effettuate presso il Laboratorio di Analisi Chimico-Tossicologiche del Dipartimento secondo un protocollo analitico che prevede l’analisi specifica di ciascuna sostanza ricercata (oppiacei, cocaina e metaboliti, metadone, amfetamine, ecstasy e derivati, cannabinoidi) mediante gascromatografia-spettrometria di massa. I valori di cut-off impiegati sono stati ridotti rispetto a quelli normalmente impiegati (0,01 ng/mg invece di 0,05 ng/mg per i cannabinoidi; 0,1 ng/mg invece di 0,5 ng/mg per le altre classi di sostanze) al fine di evidenziare anche una esposizione saltuaria a droghe d’abuso.
Su 100 campioni di capello esaminati 2 sono risultati positivi per metadone (0,25 e 0,22 ng/mg), 1 per cannabinoidi (0,055 ng/mg) e 97 sono invece risultati negativi. Le 3 positività riscontrate sono tutte riferite a soggetti accolti nella comunità nel 2002, mentre non sono state riscontrate positività per ospiti della comunità da tempi più lunghi.
La seconda fase della ricerca ha riguardato il follow-up di ex-ospiti della comunità. Il campione di soggetti presi in esame in questo caso è costituito da tutti i soggetti accolti a San Patrignano per problemi di tossicodipendenza (da eroina nella grande maggioranza dei casi) usciti dalla comunità negli anni 2000, 2001 e 2002 dopo avervi soggiornato per un periodo continuativo di almeno 3 anni. Di questi, 408 soggetti sono stati dimessi dalla comunità, mentre 103 soggetti sono invece usciti senza il consenso della comunità. L’obbiettivo è stato quello di valutare l’astinenza dalle droghe d’abuso a distanza di 2, 3 e 4 anni dal termine del programma terapeutico. La fase di rilevazione è durata da maggio a novembre 2004. La valutazione è stata effettuata anche in questo caso attraverso l’analisi dei capelli, secondo quanto descritto per la fase precedente. Inoltre, limitatamente ai soggetti che non hanno partecipato alla rilevazione o che sono risultati irreperibili, sono state accettate come valide le notizie di un eventuale ritorno all’uso di sostanze stupefacenti (viceversa non sono state considerate attendibili notizie di esito positivo del trattamento terapeutico-riabilitativo).

Sono state riscontrate marcate differenze tra i soggetti dimessi con il consenso della comunità e quelli che si sono allontanati senza il consenso di questa, sia relativamente alla partecipazione, sia per quanto attiene ai risultati della rilevazione.
Nel caso dei soggetti usciti con il consenso della comunità la percentuale di partecipazione è stata complessivamente del 61%, con un massimo del 70% per gli ex-ospiti dimessi nel 2002 (follow-up a 2 anni) e un minimo del 53% nel 2001 (follow-up a 3 anni).
La percentuale di soggetti partecipanti che non sono risultati fare ricorso all’uso di sostanze stupefacenti al momento della rilevazione è stata del 78% dopo 2 anni dall’uscita dalla comunità, del 62,3% dopo 3 anni e del 70% dopo 4 anni.
La percentuale di partecipazione allo studio è stata largamente inferiore (39%) tra i soggetti che hanno terminato il trattamento senza il consenso della comunità. La percentuale di ricaduti tra i soggetti partecipanti è stata in questo caso pari al 51%, con un andamento variabile nei tre anni esaminati (60%, 44% e 50% nel 2000, 2001 e 2002, rispettivamente).
Le analisi dei capelli hanno individuato complessivamente 50 campioni positivi per una o più sostanze stupefacenti su 247 campioni analizzati. La cocaina è stata la sostanza rilevata con maggiore frequenza (12% dei campioni analizzati), seguita dai cannabinioidi (8,5%), da metadone e oppiacei (7% e 6% rispettivamente) e da derivati dell’ecstasy (1%).
I campioni positivi per più sostanze in associazione (es. oppiacei, metadone e cocaina; cocaina e cannabinoidi) ammontano a metà dei campioni positivi (25 casi), la metà restante è invece costituita da campioni positivi per una sola classe di sostanze (il 44% dei quali per cannabinoidi):
I fattori che, in base alle analisi effettuate, rendono più elevato il rischio di ricaduta sono il sesso (rischio di ricaduta maggiore nei maschi), la durata del soggiorno nella comunità (inversamente proporzionale al rischio di ricaduta), un rapporto più precoce e di maggiore durata con le droghe.