Anche Wall Street si aggiorna.

A quanto pare, dalle notizie comparse sui giornali negli ultimi 12 mesi, i ragazzi di Wall Street hanno abbandonato quella che sembrava una consuetidine. Un carburante d’ordinazna per sopravvivere a giornate da 18 ore, e a Wall Street, quasi parte dell’arredamento in base a come l’aveva descritta Oliver Stone, autore dell’omonima pellicola del 1987.

La notizia arriva da Sterling Infosystem, corporation di New York, specializzata nell’effettuare test antidroga nelle grandi banche d’affari di Wall Street. Secondo i dati raccolti e dichiarati al Wall Street Journal, se nel 2007 tra i test risultati positivi, la cocaina era presente nel 17 %, nel 2010 la percentuale è scesa al 7%. I tempi sono cambiati e oggi nessuno vuole rischiare il suo lavoro per la polvere bianca. Specialmente consideando che ci sono molte alternative legali.

Dopo la crisi finanziaria scoppiata nel 2008, Wall Street è finita sotto la lente d’ingrandimento dei media internazionali. Il prezzo da pagare in seguito a decisioni sbaglliate, ripetute sottovalutazioni del rischio, è stato chiaro e tra le varie misure intraprese dalle grandi banche d’affari, c’è stata l’intensificazione dei controlli sui propri impiegati, dai background check ai test antidroga.
“Ho lavorato per 20 anni facendo avanti e indietro dalla scrivania al bagno e nessuno ha mai detto niente” racconta un broker che ha chiesto di restare anonimo “tutti sapevano quale fosse il mio carburante ma la cosa non è mai stata un problema. Lo è diventata quando dopo essere stato beccato alla guida in stato di ebrezza sono finito in carcere e l’azienda mi ha licenziato per salvare la propria immagine”.
Ma se certi comportamenti non sono più tollerati, i test casuali sull’intera forza lavoro sono tutt’altro che frequenti.

Ad essere presi di mira sono più che altro solo i neo assunti tanto che ormai, nei pub dei financial districts e sui siti web del settore, una delle discussioni più gettonate e affrontate con spirito goliardico come se più che altro fosse un test di furbizia, è proprio “come superare il test anti droga”. Il consiglio di Business Insider è lapalissiano. “Vuoi sapere come avere la certezza di passare il test? Semplice, non far uso di droga”, eppure i consigli su come raggirare i controlli si sprecano rappresentanto, per i competitivi cervelli di Wall Street, una sfida come un’altra. Nella maggior parte dei casi, i test vengono annunciati con un certo anticipo. Da un minimo di 2 giorni, l’arco temporale in cui espiare le proprie colpe può raggiungere un massimo di 7, fino, in casi estremi, addirittura i 45 giorni.

“Se ti devi sottoporre ad un test” scrivono i piu’ esperti “devi imparare a ripulirti di ogni traccia. Comprati un kit, fai delle prove. Non usare medicinali detossificanti o lassativi, il test se ne accorge. Non pensare che la soluzione sia bere quantità industriali di acqua, le urine troppo diluite destano sospetti. Se assumi farmaci, prova a non assumerli per uno o due giorni e vedi se il test li rileva. In ogni caso, procurati una ricetta medica anche se raramente andranno ad interpellare il tuo medico per avere conferma che i farmaci li stai usando per motivi medici e non per sballarti”.

Proprio l’esigenza di risultare “puliti”, infatti, avrebbe portato i colletti bianchi ad optare per una nuova forma di doping, piu’ “pulita” e soprattutto legale, i farmaci, in costante ascesa tra i professionisti in generale ma anche tra le casalinghe e i teenager. Da stimolanti come Ritalin e Adderall, efficacissimi nell’aumentare la concentrazione e la lucidità mentale, ad antidolorifici oppioidi come Vicodin e Oxycontin perfetti per combattere ansia, depressione e per rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro. “Purtroppo i test disponibili non sono sempre in grado di rintracciare antidolorifici oppioidi e psicostimolanti ” spiega John Mallios, responsabile della divisione Occupational Health Services di Sterling. “Molto dipende dalla frequenza con cui questi farmaci sono stati assunti e in che quantità nelle ultime 24 ore. E poi in alcuni casi, è difficile riconoscere situazioni di abuso, specialmente se il soggetto è in possesso di una ricetta medica”.

Dopo tutto, se un broker 40enne venisse scoperto far uso di farmaci, chi non lo capirebbe? Chi non proverebbe comprensione per un padre di famiglia, che lavora 20 ore al giorno, e che a fronte di tempi così incerti deve combattere l’ansia ?
Ma oltre a quello dei farmaci, a Wall Street c’è un nuovo boom. Il consumo di smart drugs, in particolare cannabinomimetici di sintesi talmente nuovi e diversi da non essere ancora inquadrati nè dai test nè dalla legge. I test che abbiamo a disposizione non sono pronti per individuare queste droghe – spiega Mallios – ma ci stiamo attrezzando. Provate a contattarci tra un paio di mesi”.
Noi lo prendiamo in parola e torneremo sull’argomento tra qualche settimana.

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