Andiamo in campagna

Panoramica Sanpa

Partirà ad aprile la nuova campagna nazionale antidroga. A realizzarla, un gruppo di associazioni e comunità. Capofila: San Patrignano

Un adolescente su due, almeno una volta, ha fumato una canna. Il 6,5 per cento racconta di farlo abitualmente, Il 12 ogni tanto. La droga, ormai, la si incontra da bambini: tredici anni l’età del primo approccio. Per gioco, perché così fanno tutti, per sentirsi più grandi. Informare i ragazzi sui rischi che corrono è utile, ma insufficiente. Bisogna spiazzare, emozionare, provocare una reazione. Perché prevenire significa parlare alla ragione, ma attraverso il cuore.

Ruota intorno a questo concetto la proposta che San Patrignano e l’agenzia di comunicazione Sudler&Hennessey, insieme alle comunità Emmanuel (oltre 800 ragazzi nel sud e nord Italia e all’estero), In Dialogo (15 centri nel basso Lazio) e Laad (Pescara e Abruzzo), al Modavi e ad un gruppo di associazioni di volontari e familiari di tossicodipendenti (Agaras, Anglad, Associazione Verso la Vita), hanno presentato al Dipartimento per l’editoria della presidenza del Consiglio. Occasione: la gara pubblica per l’assegnazione della campagna nazionale antidroga 2004.

Il bando, del valore di tre milioni di euro, prevedeva l’ideazione di uno spot televisivo e di annunci su radio, stampa ed internet, supportati da un’azione sul territorio con iniziative di approfondimento dedicate principalmente a ragazzi tra i 13 e i 25 anni.

Nella stesura della proposta, il gruppo che ha come capofila la nostra comunità ha puntato su una carta forte: la continuità con il passato sostenuta da molti elementi di innovazione. Riuscendo a classificarsi al primo posto tra le oltre trenta offerte delle agenzie ed onlus concorrenti.

Perno del progetto, che partirà in primavera, la comunicazione “peer to peer”, cioè tra pari: ragazzi che parlano ai ragazzi, raccontando loro la storia. In modo asciutto, così da lasciare al pubblico la possibilità di riflettere, di soppesare, di costruirsi un’opinione.

E’ la strada sperimentata per la prima volta l’anno scorso con lo spettacolo–talk show “Urban Tribe”, nel quale un gruppo di “giovani–esperti” del problema della tossicodipenza (proprio perché l’avevano vissuta e superata) parlavano di se stessi, della droga, del proprio viaggio in un mondo di relazioni sempre più aride e slabbrate. Cronaca a volte cruda. Realtà senza aggettivi. Emozione e informazione.

La campagna partirà da questa esperienza, dalle migliaia di messaggi, di pensieri, di impressioni lasciate su foglietti di carta dai ragazzi che hanno assistito in tutto Italia alla rappresentazione. E che hanno costituito la base per l’elaborazione di in nuovo spettacolo, imperniato sempre sulla testimonianza ma con ritmi e tempi più veloci e un’iconografia più appropriata.

Anche gli spot ed il materiale informativo, sono costruiti sullo stesso presupposto: mettere a frutto l’esperienza accumulata l’anno scorso. In particolare, attraverso la collaborazione con il Giffoni film festival, la più importante rassegna di cinema per ragazzi europea. Dalle idee presentate in un concorso cui hanno partecipato più di quattrocento scuole, sono nati il filmati che vedremo, quest’anno, nelle sale cinematografiche e in televisione. Una campagna pensata dai ragazzi per i ragazzi. Costruita intorno a un messaggio forte, chiaro, senza ambiguità, che affida la sua efficacia alla capacità di colpire, di emozionare, di provocare una reazione. E, quindi, una riflessione.

Realtà sul territorio
Il gruppo che porterà avanti la campagna antidroga 2004 comprende, insieme a San Patrignano e all’agenzia di comunicazione Sudler&Hennessey, realtà significative e radicate sul territorio.

La comunità Emmanuel, con suoi ottocento ragazzi e i numerosi centri nel sud e nord Italia oltre che all’estero, è la seconda struttura per numero di ospiti nel nostro paese. Nata a Lecce nel 1980, ha accolto da allora 15 mila persone ed è attiva anche nel campo del reiserimento sociale con cooperative sociali presenti soprattutto in Puglia.

In Dialogo si occupa, nei suoi quindici centri situati in Lazio, di recupero di tossicodipendenti e di assistenza ad extracomunitari. Ha partecipato con i suoi ragazzi alla precedente campagna, come la Lega antidroga abruzzese che gestisce attività di prevenzione e una comunità a Pescara.

Completano il gruppo, il Movimento delle associazioni di volontariato, presente con iniziative sociali su tutto il territorio nazionale e le associazioni di familiari di tossicodipendenti Angad, Agaras e Verso la vita, rispettivamente di Bologna, Verona e Salerno.