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Panoramica Sanpa

Dalle feste organizzate a San Patrignano ai Concerti di Natale. Il coro dei Sanpa Singers diffonde nel territorio la voce della comunità

di Silvia Mengoli

Le luci si abbassano, solo il palco rimane illuminato. I ragazzi del coro di Sanpa sono pronti. Gli ultimi accordi agli strumenti e poi il via del maestro dà inizio al concerto. E’ la sera del 17 dicembre, nella Chiesa di Coriano, dove l’amministrazione comunale ha organizzato la tradizionale strenna natalizia in musica come augurio di buone feste. Suoni e voci prendono forma in un susseguirsi di brani gospel, spirituals e di Natale. Il pubblico risponde, partecipa, segue il ritmo. “E’ stata una bella esperienza”, dice Pamela. “Sicuramente la più tosta. Abbiamo cantato per un’ora circa. C’è voluta molta concentrazione e molto impegno per mantenere sempre alta la qualità della nostra proposta musicale”. Alla fine “è andata bene, molto bene”, aggiunge Jelena. “Abbiamo fatto una cosa importante, tutti assieme, apprezzata da chi ci ascoltava”. Il coro di Sanpa non solo per Sanpa: non solo per allietare le varie occasioni di festa organizzate per i ragazzi, ma anche come prezioso strumento che diffonde nel territorio la voce della comunità. “Non è stata per noi la prima volta”, precisa Pamela. “Avevamo già partecipato ad alcune messe domenicali nella Chiesa di Ospedaletto. Lì l’acustica è perfetta dà un effetto molto naturale, riusciamo a sentirci tutti e a cantare in maniera armonica, quasi creando tra noi un magico dialogo in musica. E’ stata un’esperienza molto intensa, uno stimolo a migliorarci e a vivere insieme altre situazioni per fare conoscere Sanpa anche attraverso il nostro impegno nel canto”.

Le occasioni non sono mancate: il matrimonio di una grande amica della comunità, la messa nella Chiesa di Trarivi di Montescudo, il Concerto di Natale di Coriano. “E ce ne saranno altre”, precisa Massimo nel coro fin dagli albori. “Notizia certa è un concerto a Trento che sarà realizzato con l’appoggio organizzativo del centro Santa Chiara”. I risultati continuano ad arrivare per i venticinque ragazzi del coro che si incontrano due volte alla settimana, uniti dalla passione per la musica, l’affiatamento e la voglia di crescere artisticamente. Qualcuno con un po’ di esperienza in più alle spalle, altri partiti da zero, molti ignari di avere doti canore da valorizzare. Come Gianluca tra i Sanpa Singers da due anni. “Ho accompagnato un ragazzo del mio settore alle audizioni, mi hanno chiesto se volevo provare, la mia voce è piaciuta e sono rimasto. Siamo un bel gruppo, stiamo facendo qualcosa di bello per la comunità. E io sto facendo qualcosa in più per me stesso: pian piano sto provando a vincere la paura, l’imbarazzo, la difficoltà ad esibirmi davanti a tante persone”.

Far parte del gruppo musicale di San Patrignano è un’esperienza che arricchisce, “che mi sta dando tanto”, precisa Federica. “Mi dà la possibilità di creare nuove amicizie, di conoscere meglio le persone. Soprattutto, mi aiuta a mettermi in gioco”. Lo conferma Enrico, 21 anni, lo confermano gli altri, tutti. “La musica è un’occasione di confronto importante”, dice. Un’occasione per stare insieme. Lo pensa Diana, che ha finito il suo percorso, è uscita da San Patrignano, ma continua a fare parte del coro: prove, momenti d’incontro, spettacoli. Perché la musica aiuta a raccontarsi, ad esprimere stati d’animo, ad emozionarsi, ad essere veri. “La musica mi rende felice, far parte del coro mi rende felice”, dice Manuel che non vede l’ora che arrivi il momento delle prove, per cantare e divertirsi assieme a tutto il gruppo. “La musica mi riempe la vita”, aggiunge Jelena. “Io canto tutto il giorno, da quando ero bambina. Entrai il giorno di Natale. Ero confusa, ma ciò che mi colpì era il coro, quel gruppo di ragazzi che cantava i canti natalizi. Li fissavo, ascoltandoli in silenzio. L’anno dopo sul palco con loro c’ero anch’io”.

Gospel e spirituals
Nato con l’intenzione di costruire all’interno della comunità un gruppo che si occupasse dei canti per le varie occasioni di festa, il coro di San Patrignano si forma nel 1982. Negli ultimi anni, precisamente dal marzo 2003, è stato seguito dal maestro Marco Galli che lo ha plasmato fino a valorizzarne ogni singolo elemento. Oggi il coro ha un’identità propria e ben definita nel solco della tradizione di gospel e spirituals. “In tre anni di attività, i SanPa Singers hanno lanciato un messaggio ai ragazzi che ne fanno parte e penso a chiunque venga a contatto con loro: con un impegno costante si possono ottenere ottimi risultati, il che è in linea con la filosofia di San Patrignano in generale”, spiega Marco Galli che continua elencando i progetti per il futuro. “Abbiamo in cantiere la registrazione di un cd e il coinvolgimento di altre persone nel coro. In relazione a questo ultimo aspetto giocheranno un ruolo chiave i coristi ‘veterani’, che dovranno far comprendere ai nuovi arrivati che il coro svolge un’attività educativa prima che ricreativa: trattandosi di un gruppo omogeneo, il comportamento buono o cattivo del singolo si riflette su tutti gli altri”.

E dal punto di vista strettamente tecnico– musicale? “Ciò che mi preme comunicare ai ragazzi è che il canto, così come qualsiasi attività artistica, non è un fatto istintivo, ma frutto di una scuola e di un impegno costante. L’artista è innanzitutto una persona che ha fatto e fa dello studio e del lavoro la propria filosofia di vita: una ballerina che volteggia sulle punte ha le scarpette logore e magari le dita dei piedi sanguinanti… Quando ci si esibisce, le condizioni sono differenti da quelle della sala musica e solo attraverso una sistematica “proceduralità” si riesce ad esprimere il meglio: prima si scalda la voce, poi si provano i microfoni, anche se l’imprevisto è sempre in agguato!
L’istinto musicale o “stoffa” che dir si voglia, se non è guidato da un razionale approccio agli aspetti tecnici del far musica (cioè dallo studio), resta inespresso o comunque limita le potenzialità espressive di chiunque: Mozart era sì un genio, ma studiò coi migliori maestri d”Europa (grazie al padre). L’obiettivo che perseguiamo assieme giorno per giorno”, continua, “è quello di creare la consapevolezza dell’essere cantanti, attraverso la cura dello strumento che è la voce e soprattutto attraverso una certa auto–disciplina”.
Prova dopo prova i ragazzi migliorano non c’è dubbio, crescono sul piano artistico, perfezionano le proprie qualità canore, ma soprattutto, condividono una grande esperienza di vita. “Dal punto di vista umano non riesco a descrivere quello che ci sta regalando far parte del coro di Sanpa”, sottolinea Marco Galli. “Soprattutto a me sta dando veramente tanto. Ho conosciuto persone eccezionali, inoltre sento che quello che faccio ha un’utilità, anche se piccola, nel percorso dei ragazzi. Sono fiero di far parte di questo gruppo e di collaborare con la comunità. Per questo devo ringraziare Andrea Muccioli perché mi ha dato questa opportunità: entrare a contatto con San Patrignano è stata la cosa migliore che mi potesse capitare”.

Spettacolo di Capodanno
31 dicembre 2005, ore 20.45, mancano 7.920 secondi all’inizio dello spettacolo di Capodanno. Ormai, per i ragazzi del gruppo teatro di San Patrignano, è tradizione contare i secondi che mancano all’apertura del sipario. Girando tra il palco e i camerini, c’è fermento, sono tutti indaffaratissimi. I costumisti si dedicano alle ultime rifiniture, i ragazzi delle scenografie danno gli ultimi ritocchi col pennello, il Sanpa Group accorda gli strumenti e i Sanpa Singers scaldano la voce, la regia monta le telecamere e prepara la scaletta dei contributi video, qualcuno davanti allo specchio prova la sua parte, tutti fanno la fila dalle truccatrici, la prova microfoni è ok, il corpo di ballo prova la sequenza dei balletti e c’è chi finisce di scrivere la scaletta per distribuirla a tutti i tecnici, appenderla dietro le quinte e darla alla regia di palco. Ora mancano solo 920 secondi. Tutte le persone coinvolte nello spettacolo spariscono nei camerini per lanciare il classico grido di incoraggiamento: ‘Uno per tutti e tutti per uno’.

31 dicembre 2005, ore 21.45, sipario! Si materializza uno spettacolo costruito con ironia sul rapporto epistolare che intercorre tra ogni ragazzo che arriva a Sanpa e il mondo che si lascia alle spalle. Nonne stravaganti, zie dalle voci stridule, migliori amici, ex fidanzate svampite e sorelle si avvicendano sul palco facendo da contorno alla storia di Luciano, detto il Patata, che vuole essere il simbolo della vita in comunità di ogni ragazzo, ripercorrendo tutti i momenti cruciali, dalle prime difficoltà ai traguardi finali. “La strada è stata lunga e sarei bugiardo se dicessi che non ho incontrato ostacoli. Ma oggi so che la vita è così, e che ogni viaggio ha il suo percorso da svelare e mi rendo conto che viaggiare è molto più bello che arrivare. Perché questo arrivo, per me, è solo una grande partenza”. Queste le ultime battute dello spettacolo di Capodanno che traducono in sé anche lo spirito, l’impegno e l’obiettivo dei ragazzi del gruppo teatro della comunità.“Oltre che ad essere un regalo per gli altri, questi spettacoli sono un immenso regalo anche per noi del gruppo, perché ci offrono la possibilità di esprimerci e di regalare un sorriso a qualcuno”.

Festa in montagna
Anche nelle ‘piccole’ San Patrignano di San Vito(TN) e Botticella (PU), la serata di Capodanno è stata festeggiata alla grande. I ragazzi di Trento hanno realizzato un vero e proprio ‘TG’ illustrando tutti gli avvenimenti del 2005 accaduti nella comunità –gossip, eventi, personaggi – e il gruppo musicale ha proposto delle canzoni dal vivo. Tombola di massa e musica dal vivo anche a Botticella con brani di Jovanotti, Creedence Clearwater Revival, Tracy Chapman, solo per citare i più applauditi.