Andrea

Fumare marjuana non fa male” e con questo pensiero fumavo, fumavo per divertirmi, fumavo per rilassarmi, fumavo per sballarmi, per sentirmi accettato dagli altri. Fumavo perché credevo che il furbo fossi io, fumavo perché non sopportavo di essere fragile, di non essere forte o di non essere all’altezza. Fumavo per un bisogno… un bisogno di evadere per non affrontare la vita per quello che era. Fumavo per accettare di non accettare quello che ero, perché quello che ero non mi piaceva. Fumavo per sentirmi grande quando ancora avevo bisogno di essere piccolo, fumavo e fumavo lasciando che tutte le mie emozioni scomparissero diventando soltanto nuvole di fumo in vecchie stanze da sballoni. Fumavo lasciando che i miei sensi si sgretolassero portandomi ad essere un vuoto ragazzetto imbambolato. Non provavo più nulla, non sentivo più nulla, tutto non era mai abbastanza. E senza nemmeno accorgermi mi bucavo seduto nel sottoscala di qualche freddo palazzo di città, solo come un cane e vuoto come il vuoto che mi ero creato.