Andrea Illy: “L’altruismo alla base della nuova idea di economia positiva”

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Parole forti, specie se pronunciate da un Imprenditore, il cui pensiero spesso è quello opposto.
Eppure Andrea Illy, Presidente di Illy Caffè, non ha fatto alcuna fatica a pronunciarle oggi al LH Forum San Patrignano, forte della sua esperienza di imprenditore e certo che l’economia possa invertire rotta: “La formula è semplice: lavorare sulla simmetria degli opposti.
Soddisfazione e conservazione dei desideri devono andare di pari passo. Il cosmo e gli uomini sono interdipendenti.
Il presente e il futuro, lavorare sugli opposti. Quando esaudiamo desideri individuali dobbiamo comunque ricordarci che ci sono le comunità. Solo alcune fra le comunità, hanno contemporaneamente interessi sociali, economici e ambientali (famiglia, impresa, Stato).
Spero che nei prossimi mesi riusciremo a dar vita alla Fondazione “Italia la patria della bellezza”.

Con ciò dobbiamo cominciare a valorizzare il patrimonio italiano di bellezza, perché la bellezza è ciò che guida l’evoluzione. In questi 3mila anni di storia le migliori menti del mondo attraversando il nostro paese hanno stratificato secoli di bellezza. Ancora oggi il vantaggio competitivo delle aziende italiane è il patrimonio creativo e culturale, della trasversalità dei prodotti come ambasciatori dell’italian lifestyle. E’ da qui che dobbiamo ripartire. Se esporteremo la nostra bellezza potremo salvarci”.

Considerazioni figlie di constatazioni davvero amare: “L’Italia più di tutti rappresenta l’insostenibilità sistemica. Siamo ancora in recessione, la disoccupazione continua a crescere, con 5 milioni di disoccupati. Questo si è riflesso sul carico fiscale ormai il più elevato d’Europa. Oltre 200 giorni all’anno le imprese pagano le tasse allo Stato. Il debito pubblico nel frattempo non ha fatto altro che crescere arrivando al 135% sul Pil. Se l’economia non cresce va verso il collasso. La situazione sociale sta peggiorando il misery index vede l’Italia al 14% contro il 7% pre crisi. Abbiamo un’economia sommersa che ormai ha raggiunto il 21,1%. Siamo vicini all’allarme sociale. Parliamo anche dell’insostenibilità ambientale con la certezza del global warming”.

Da qui l’impegno della Illy Caffè verso un’economia positiva: “Dal 1933 portiamo avanti un’azienda fondata sulla semplicissima idea di mio nonno di far diventare il caffè l’elisir della felicità.
La nostra idea è stata unire lo share value con gli stake holders (portatori di interessi) e questo è il motivo per cui abbiamo fondato l’Università del Caffè. Tenendo sempre a mente la sostenibilità ambientale. Abbiamo un sogno: che il caffè diventi il simbolo dell’economia positiva. E forse con l’Expo dell’anno prossimo nel padiglione dedicato al caffè avremo la possibilità di esaltare il caffè nella più grande celebrazione della storia”.