In anteprima a Squisito! “Buono è Bello”, il cesto più ghiotto del Natale 2008

Squisito - SanPatrignano

Squisito! ha ospitato l’anteprima della più ghiotta novità del Natale 2008: Buono è Bello, la prima realizzazione di goodFOOD, il progetto nato tre anni fa da un’iniziativa di San Patrignano con l’obiettivo di diffondere i valori sociali del cibo come strumento per combattere l’emarginazione e il disagio sociale

Buono è Bello è un cesto d’autore unico nel suo genere che riunisce per la prima volta le eccellenze di cinque importanti realtà sociali italiane che, in occasione delle prossime festività di Natale, metteranno insieme alcuni delle loro migliori produzioni. Un’unione di forze da cui prende vita un paniere che contiene i pluripremiati vini realizzati dai ragazzi di San Patrignano (Avi, Aulente e Montepirolo), i panettoni e la piccola pasticceria creati nel carcere di Padova dalla Cooperativa Giotto, la birra e il cioccolato prodotti dai giovani della Fondazione Piazza dei Mestieri di Torino e le marmellate provenienti dal Monastero delle Trappiste di Vitorchiano (VT), ospitati all’interno di un cesto appositamente realizzato dai ragazzi della Cooperativa Cometa di Como. Il cesto è stato tenuto a battesimo da Andrea Muccioli, responsabile di San Patrignano, Nicola Boscoletto, Presidente del Consorzio Rebus e da Dario Odifreddi, Presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri.

L’anteprima del cesto Buono è Bello, alla presenza anche del Sindaco di Milano Letizia Moratti, di Riccardo Illy e del Gastronauta Davide Paolini, è stata ospitata proprio all’interno di goodFOOD, l’area di Squisito! che, con il patrocinio dell’UNODC (l’Ufficio dell’ONU contro le droghe e il crimine), riunisce 13 importanti esperienze di tutto il mondo in cui la produzione e la lavorazione dei prodotti agroalimentari sostituisce la coltivazione e il consumo di droga.

“I cibi che caratterizzano il cestino coi prodotti realizzati queste importanti realtà – ha commentato Davide Paolini – sono buonissimi. E’ una verità non legata solamente al valore sociale che indubbiamente c’é dietro a questi tipi di realtà, ma dettata dalla reale qualità e dall’eccellenza dei prodotti”