Appello al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro della Salute Lorenzin e della Giustizia Orlando

E’ assurdo quanto riportato da alcune indiscrezioni, secondo cui il Consiglio dei Ministri starebbe discutendo di norme che riducono le pene per gli spacciatori delle cosiddette droghe leggere.

La Comunità San Patrignano intende mettere in evidenza che il mercato principale di queste sostanze è costituito da adolescenti.
Ribadisce inoltre che il semplice consumo è depenalizzato e allo stato attuale costituisce soltanto un illecito amministrativo che può portare a sanzioni come il ritiro temporaneo della patente o del porto d’armi.

Conosciamo il percorso nel mondo della tossicodipendenza dei ragazzi che accogliamo.
La nostra esperienza, ormai quarantennale, ci dice che il “fumo” o l’ingestione di queste sostanze, soprattutto fra gli adolescenti con cervello ancora non completamente formato, può provocare danni dimostrati dalla scienza, che possono portare anche in soggetti fragili, a calo del rendimento scolastico e, in alcuni casi, a problemi mentali seri, ai confini con la psicosi e la schizofrenia.

Sappiamo anche che il consumo di un semplice spinello non causa necessariamente il passaggio ad altre droghe, ma abbiamo dati certi che la quasi totalità dei ragazzi da noi accolti, ha iniziato proprio con hashish e marijuana.
I dati forniti dal Dipartimento Antidroga e, recentemente, dalla Asl di Milano, ci confermano quanto i ragazzi siano le principali vittime di questo mercato.
Nella Relazione al Parlamento per il 2013, il Dipartimento politiche Antidroga segnala un aumento dei consumatori di cannabis, soprattutto fra i 15 e i 19 anni.

Più evidenti le cifre fornite recentemente dalla Asl di Milano, che parlano di un consumo nella città di almeno una volta in 12 mesi per il 35,1% dei ragazzi tra 15 e 24 anni e di un 26% tra i giovani tra 25 e i 24.
In base a questi dati e alla nostra esperienza riteniamo irresponsabile ridurre considerevolmente le pene per gli spacciatori di una sostanza – la cannabis – che negli ultimi anni, grazie all’elevato principio attivo, costituisce una seria minaccia, in particolare per i giovani, soprattutto se minorenni. in_evidenza