Arrivano i pasquaroli

È in programma per il 22 dicembre l’arrivo a Sanpa dei pasquellanti che porteranno al loro seguito canti, balli e buoni auspici per il nuovo anno.

Il canto della pasquella, tipico della Romagna e delle Marche, è un piccolo frammento di una cultura popolare che porta con sè tutta la tradizione rurale di queste terre. Il nome deriva dal fatto che l’Epifania o Befana è considerata la prima pasqua dell’anno solare e sancisce il passaggio dal vecchio al nuovo anno.

Le prime tracce storiche risalgono ai primi decenni dell’ottocento, quando gruppi di cantori, accompagnati da strumenti musicali, portavano di casa in casa l’annuncio della venuta del messia e auguravano buona sorte per il nuovo anno. Non andare a cantare in una casa voleva dire offenderne il padrone, così come rifiutare la pasquella era considerato presagio di sventura. Il rituale si chiudeva con una lauda cena offerta come ringraziamento per buoni auspici.

A Sanpa la pasquella arriva a fine degli anni ‘80, introdotta da quel romagnolo doc che era Vincenzo Muccioli, il quale, seguito dai suoi ragazzi scendeva all’ ingresso per accogliere i suonatori, per poi incamminarsi tutti assieme verso la sala da pranzo dove la serata proseguiva con canti e balli.
Dopo un periodo di sospensione, nel 2007, la pasquella torna ad animare la collina di Sanpa, entrando anche nel cuore delle nuove generazioni.

Tutti pronti allora anche quest’anno: i “celebratori” verranno accolti da Andrea alle ore 19.15 alla porta di casa, per proseguire come una volta, fiaccole alla mano, lungo la salita che porta alla sala da pranzo, dove i pasquarul ci offriranno il loro canto benevolo. E per finire, come tradizione vuole, vino, porchetta e ciambella per tutti.