Aspettando ProWein

Dopo lo sbarco in Oriente grazie al Vinitaly India, i vini di San Patrignano tornano in Europa con la partecipazione, dal 18 al 20 marzo, a ProWein fiera specializzata per vini ed alcolici a Düsseldorf in Germania. I prodotti della Comunità saranno rappresentati all’interno dello stand di Pellegrini&Grundmann.

Eletta di recente “miglior distributore in Germania per il 2007” dalla rivista Weinwirtschaft, l’agenzia tedesca di importazione e distribuzione di vini è una realtà leader per capillarità e assortimento. Collabora con San Patrignano già dalla metà degli anni Novanta, quando il volume di bottiglie consentiva solo un piccolo quantitativo da destinare all’estero. Da sempre l’agenzia è presente alla manifestazione che trasforma per tre giorni Düsseldorf nella capitale mondiale del vino e degli alcolici con 30mila operatori del settore provenienti da 40 paesi e l’84% dei decision maker internazionali in materia di commercio.

Aspettando l’inizio della fiera, Stephan Pellegrini, che vanta clienti

Qual’è la particolarità di un’esposizione come ProWein e perché è importante esserci?
“La ProWein é diventata una fiera per distributori e importatori. Il rivenditore specializzato, l’esperto in specialità gastronomiche, l’hotellier e il gastronomo trovano qui il partner e il fornitore ideale. I produttori sono sempre meno presenti, soprattutto gli stranieri. I costi e l’impegno richiesto sono troppo elevati e occorre investire molto nei preparativi (in vite etc.)”.

Quanto incidono i numeri di produzione di una realtà come San Patrignano in un mercato estero come la Germania?
“La dimensione di una cantina non é così importante per attirare l’attenzione; più importanti sono le premiazioni e il significato dei singoli vini. La maggior parte delle aziende italiane non ha alcuna chance nei confronti dei grandi colossi di oltreoceano (per esempio Mondavi). Il segmento di prezzo oltre i 10,00 euro diventa ormai da anni sempre più difficile, se si pensa che in Germania soltanto circa l’1 per cento di tutti i vini venduti supera i 5 euro di prezzo. Il settore base si vende bene in Germania (fino a 3,99 euro al pubblico), il segmento medio trova difficoltà mentre la gamma di lusso funziona, ma qui é importante soptrattutto la marca (Chateau Petrus, Champagne Veuve Cliquot, per nominare due esempi)”.

Quali sono le preferenze in termini di vitigni nel vostro Paese?
“La Germania é un paese dove si coltiva la vite, ma solamente pochi se ne intendono veramente di vini. Non esiste un vitigno preferito, esiste piuttosto una provenienza preferita, come per esempio Rioja o Toscana. Il consumatore tedesco conosce forse il Riesling o il Merlot, ma il Sangiovese rappresenta già un problema. Purtroppo il consumatore tedesco non associa alla Romagna alcuna caratteristica in particolare. Per essere più visibile, il produttore di vino dovrebbe essere in grado di creare un legame con un altro prodotto famoso della regione (per esempio Lamborghini o Parmigiano Reggiano), a mio avviso questo sarebbe di aiuto”.

In quale misura il vino può competere oggi con una bevanda come la birra in Germania?
“Dal 2005 i tedeschi spendono più soldi per comperare vino che birra. Da bevanda leader quale un tempo, ‘la bionda’ oggi sta perdendo quote di mercato e molte marche famose stanno lottando per la loro presenza, inoltre diminuisce sempre più di prezzo. Il vino non guadagna grosse quote di mercato, ma nelle case tedesche si consuma sempre più ed aumentano coloro che lo bevono abitualmente, anche se tendono a scegliere prodotti con prezzi medi sempre più bassi”.