Balliamo non solo

E’ uno spazio importante quello che San Patrignano dedica alle attività artistiche che hanno anche un valore ricreativo. Dal 2003, con l’arrivo del maestro Marco Galli, si è formato un coro stabile, i SanPaSingers. E, dal capodanno 2004, un gruppo di ragazzi e ragazze si cimenta nell’organizzazione di spettacoli teatrali sotto la supervisione dell’attrice e regista Annarita Ballini. “Ultima arrivata”, se così si può dire, la coreografa bulgara Anca Ardelean, direttrice di una scuola di danza di Rimini, che da circa un anno collabora con la Comunità. Obiettivo: formare un corpo di ballo. Ma non solo.

“San Patrignano è un’esperienza nuova, particolare” racconta. “Gli anni trascorsi in Accademia a Bucarest spesso mi vengono in aiuto, ancor più quando le ragazze esprimono delle difficoltà”.
Le barriere cui Anca allude sono legate al risveglio di un corpo addormentato, ad un muro da abbattere, quello della timidezza e della mancanza di fiducia in sé stesse.

Il corso di danza, pur orientato alla realizzazione di uno spettacolo finale, prevede un lavoro di gruppo indirizzato alla scoperta della potenzialità del corpo, della sua armonia, della possibilità di provare emozioni e regalarle agli altri. Gesti e sguardi che raccontano le persone, movimenti densi di significato. “Si vanno a scoprire”, spiega Anca, “sensazioni forti, potenti che, magari, nel passato si credeva di trovare solo attraverso l’uso di sostanze. In realtà sono dentro di noi e a volte basta poco per tirarle fuori. Anche attraverso la danza, perché no?”.

Sono cinquanta le ragazze che, due volte a settimana, si dividono in due turni di un’ora e mezzo. Il ritmo delle prove accellera con l’avvicinarsi del prossimo spettacolo da organizzare in collaborazione con il gruppo teatro, il coro e i musicisti di San Patrignano. “Lo spettacolo è un passaggio fondamentale”, riprende l’insegnante, “è un ostacolo costruito di paure e insicurezze da oltrepassare. Il gruppo ha una funzione di sostegno in questo momento. Insieme ci si lancia e all’arrivo dell’applauso si viene ripagati di tutto. L’emozione viene condivisa e si espande fino all’ultima fila della platea. Un’altra sfida è stata affrontata. E questo rende più forte chiunque”.

_______________
Bea e le altre
“Non è importante che io sia una professionista e un’altra non abbia mai mosso un passo di danza. Importante è riuscire a vivere un’emozione insieme, senza averne paura”. A parlare è Beatrice, 25 anni, a San Patrignano da due. Il suo passato è fatto di scuole di danza e audizioni. Una delle tante ragazzine che si mettono in testa di fare le ballerine. Lei ci era riuscita. Televisione e teatro. Poi un giorno ‘Dai prova, così sarai sempre in forma’. Ed era vero. “Mi sentivo bella, brava, magra, sempre in pista. Ma la cocaina, che avevo iniziato a prendere, fa presto ad appiattire tutto”. Bea danza ma non prova più nulla. Così decide di smettere. Dopo poco, l’ingresso a San Patrignano. Oggi Bea è una delle cinquanta ragazze che frequentano il corso di danza organizzato dalla Comunità. “All’inizio avevo paura di risvegliare i vecchi fantasmi. Ma qui è diverso. Non si balla per apparire o per sfondare. Balliamo per trasmettere un sentimento a chi ti guarda. E chi ti guarda è come te”.

_________________________
La danza vista dal cinema
1948 Scarpette Rosse
1961 West Side Story
1977 La febbre del sabato sera
1983 Flashdance
1992 The stone flower
2000 Billy Elliot