La battaglia si può vincere

Dalle immagini satellitari del National Reconnaissance Office, il Sudamerica mostra i significativi risultati dell’azione di contrasto alla coltivazione illecita di piante da droga. Dal 1992 al 2000 in entrambe le nazioni la superficie destinata alla produzione di coca si è ridotta – secondo i dati dell’International Narcotics Control Strategy Report pubblicato dal governo USA – da 48.000 a 22.000 ettari in Bolivia e da 129.000 a 34.000 ettari in Perù. Tuttavia l’espansione resta impressionante, considerato che all’inizio degli anni ’70 le coltivazioni di coca in Perù si estendevano su appena 16.000 ettari circa.

In Perù – grazie ai programmi dell’UNODC – 18.426 famiglie hanno ottenuto assistenza tecnica e commerciale per passare alla produzione di caffè, cacao, cuori e olio di palma, esportati per il 90 per cento, che hanno consentito un reddito complessivo di 59,5 milioni di dollari, l’8,2% in più del 2006. La media annuale di vendita per famiglia è cresciuta da 2.974 dollari a 3.227, con punte fino a 9.957 dollari. Il reddito derivante a questi produttori dalla coltivazione illegale delle droghe era mediamente di 3.750 dollari.