Bere consapevole?

Bere consapevole? Discoteche zero gradi? Se da un lato c’è chi punta sulla prevenzione a e promozione di una cultura della consapevolezza, in terra anglosassone, dove la tendenza a rimedi più radicali si unisce ad un’epidemia di alcolismo e binge drinking esponenziale rispetto a quella che sta minando l’Italia, il nuovo ritrovato è un alcol sintetico che fa sentire brilli ma senza effetti collaterali.
Bere senza freni il sabato sera senza dover passare la domenica a letto, sai che noia, tra le morse di quel fastidioso mal di testa o di quella’antipatica gastrite che si ostinano a presentarsi in seguito ad uno scombussolamento dell’equilibrio idrosalino o di quella che in gergo, più banalmente, si dice sbornia? Secondo David Nutt dell’Imperial College di Londra oggi è possibile grazie ad un nuovo ritrovato, l’alcol sintetico.
In pratica, se la componente alcolica contenuta in un normale bicchiere di vino, grappa o bourbon venisse sostituita da questo composto sintetico, il drink sarebbe in grado di produrre ebbrezza, magari allegria, ma senza i cosiddetti postumi del giorno dopo. Simile al Valium, incolore e insapore, l’alcol ideato da Nutt nascerebbe dal tentativo di ridurre l’epidemia di binge drinking che sta costando all’Inghilterra oltre 3 miliardi di sterline all’anno. Non solo, ha spiegato Nutt, in questo modo si potrebbe ridurre il numero di vittime da intossicazione alcolica o di incidenti stradali causati da guida in stato di ebbrezza.
Perché possa essere utilizzato dai produttori di alcolici, l’alcol sintetico avrebbe bisogno del via libero del Governo inglese che al momento pare abbastanza scettico dato che in base alle leggi attuali, il nuovo ritrovato alcolico sarebbe da equipararsi ad un vero e proprio medicinale. Ostacolo che non sembra preoccupare troppo l’equipe di Nutt che si è già messa al lavoro per realizzare una pillola in grado di contrastare gli effetti dell’alcol sintetico sui recettori così da permettere a chi avesse alzato un po’ troppo il gomito, di mettersi alla guida in tutta sicurezza.
In attesa di sapere come andrà a finire, ci viene da pensare che per quanto banale e forse retrò, una soluzione ottimale ai postumi da sbornia potrebbe essere quella di evitare di ubriacarsi. Eppure, girando su internet, i pareri del popolo del web sembrano andare in tutt’altra direzione. Rimedi fai da te e suggerimenti dopo-sbornia si sprecano. Da chi suggerisce una cura di caffè a chi, più salutista, parla di asparagi, da chi propone una botta di zuccheri per contrastare la crisi ipoglicemica a chi opta per un pieno di carboidrati. Insomma, pare proprio che della sbornia non si possa fare a meno.
Intanto, qualche segnale positivo arriva proprio dall’Italia. Il progetto si chiama “I AM” e il motto è “Don’t Play With Your Life” espresso attraverso un calendario realizzato dal fotografo Alessandro Zak David. Una carrellata di ritratti dei signori della notte realizzata per sensibilizzare i giovani che durante l’anno circondano le consolle a restare stare alla larga «dai rischi delle discoteche» riabilitando le proprie identità. E così il sottotitolo della campagna diventa “no a sostanze stupefacenti e alcol”. L’idea dell’artista partenopeo nasce dalla volontà di utilizzare l’immagine per informare i ragazzi sui pericoli provocati dai paradisi chimici, spesso sottovalutati e reputati non dannosi per l’organismo umano. “Ancora oggi – ha spiegato David – troppe persone pensano che l’unica droga che uccide sia l’eroina, reputando le sostanze sintetiche un passatempo del weekend”. Molti i dj che hanno deciso di prestare il loro volto all’iniziativa: da Alex Neri, partner del progetto Planet Funk, a Ralf. Da Stefano Fontana, già collaboratore di Jovanotti e Meg, a Davide Squillace. Fino a Luca Agnelli, Joseph Capriati, Dj Simi, Rino Cerrone, Gabry Fasano, Remo, Tini e Markantonio.