Un blog che colpisce al cuore

Dopo gli spettacoli Drugsoff centinaia di ragazzi mettono in rete pensieri, emozioni, solitudini incolmate. Un bisogno irrefrenabile di parlare, sfogarsi, confidarsi. Messaggi nella bottiglia che San Patrignano ascolta

“Ciao mattia,sn silvia e c’ero anch’io a Bg cn un mio amico.. devo dire ke la tua storia in molti punti m è sembrata la realtà ke m circonda.nella mia famiglia c’è stato un lutto per droga,e la mia situazione familiare è decaduta x via dello spaccio d droga,ad opera d un mio familiare(scusa le ripetizioni!).?tt qst x dirti ke il tuo spettacolo è stato, x me, molto + incisivo e ‘vicino alla mia realtà’ ke nn tt le psicologhe ke sn venute a scuola…?”.
Si fa fatica a capire il linguaggio della rete, ma il senso di queste smozzicate parole è molto chiaro: “AIUTO!”. Un bisogno irrefrenabile di parlare, sfogarsi, confidarsi attraversa i messaggi dei ragazzi che scrivono al blog. Pensieri ed emozioni scaturite, quasi d’incanto, da solitudini incolmate, che raccontano a qualcuno che sa ascoltare qualcosa che non si è mai detto e che esce fuori di getto, ora.
I post degli studenti che assistono a ‘Ragazzi Permale’ e ‘Fughe da fermi’ (gli spettacoli teatrali organizzati da San Patrignano in tutta Italia) trasudano rabbia e impotenza: “A nessuno gliene frega niente di me”, scrive Valentina, “mi trovo a piangere nella notte, soffro ma reagisco come posso.?Non mi butto in questa merda, guardo avanti e apro gli occhi al mondo.E urlo ‘IO VOGLIO VIVERE’ ”.
Circa 400 contatti e 60 messaggi al giorno su otto blog, uno per ogni protagonista degli spettacoli. Tanti piccoli diari di bordo: “Parole, storie, sensazioni, opinioni, gossip”, si legge sul sito,”ma anche pensieri, punti di vista, immagini, barzellette, luoghi, emozioni. Verità e bugie…”. Un mare agitato da testimonianze reali, talvolta dure talvolta toccanti, dal mondo dei giovani: un universo parallelo, così vicino eppure sconosciuto, che media e sociologi tentano di decrittare da anni, senza riuscire a cogliervi gli aspetti più profondi. Gli adulti, per i ragazzi delle scuole, non sono credibili. “Prima dello spettaolo”, dice Anonymous, “pensavo fosse ancora una di quelle cavolate organizzate dai professori. La solita lezioncina o romanzina tipo: ‘Non drogatevi k vi fa male”.
La scommessa di Drugsoff (vedi articolo a pag.18, ndr) è un’altra: parlare di droga attraverso la testimonianza di chi l’ha conosciuta. Ragazze e ragazzi passati dalla comunità, quindi, si alternano sul palco raccontando il loro ‘viaggio nel vuoto’. E il pubblico in sala si riconosce, riversando in internet idee, commenti, emozioni. Uno spazio interattivo, direbbero gli esperti; più semplicemente un luogo dove si parla ma non si giudica. L’argomento è il contenuto di una parola scandalosa per i ragazzi: droga. “Mercoledì sei stato spettacolare. Non solo per come hai cantato ma anche per il fatto che hai avuto il coraggio di raccontare la tua storia!”, dice Roberto rivolgendosi a Mattia, uno dei protagonisti dei format. E Jenny: “Ho il mio più grande amico che è infognato in queste storie e non so come fare ad aiutarlo. Lui si sente onnipotente e non ti permette di dargli una mano…che devo fare? lo lascio sprofondare o lo tampino tipo fiato sul collo? Aspetto con impazienza i tuoi consigli…? grazie per quello che hai fatto quella sera al paesello, sai ha bisogno che si muova un po’ di coscienze…”.? A leggere queste brevi richiesta e impressioni, saltellando fra un blog e l’altro, viene in mente che la prevenzione – questa allocuzione ormai totalmente svuotata di signicato – qualche volta ha un senso: quando entra dentro le persone. “Volevo ringraziarti per il fatto che mi hai dato forza nel poter provare a parlare con dei miei amici, i tipi da ‘una canna ogni tanto’”, confessa Roby, “ho capito che tutto parte da lì e che bisogna fermarsi prima che sia troppo tardi…. spero solo di avere la costanza di star loro vicino(come tu e Vincenzo mi avete consigliato di fare)”. Non è poco.

Carlo Forquet

Vi ammiro tantissimo (inserito da Federica il Mer, 05/03/2008 – 16:16

ciao Sara…sono federica…oggi mi sono presentata dopo lo spettacolo…avrei voluto dire tante cose…ma l’unica che sono riuscita a dire è che 6 una grande…in effetti è vero…è quello ke penso…xò avrei voluto dirti anche ke la tua storia e quella di Vincenzo mi hanno davvero colpito…mi sono accorta ke tante persone che ho attorno si comportano in quel modo…non sono cattive persone…xò quelle cose annebbiano la mente…se solo avessi saputo che quello che avreste detto sarebbe stato così…profondo…li avrei portati con me…x forza…mi dispiace ke dei ragazzi in alcuni momenti si sono messi a ridere o hanno fatto battute stupide…io rivedo…in parte della tua storia…un po’ della mia vita…e in quella di vincenzo quella dei miei amici…ma come si fa a far capire le cose a dei ragazzi k fanno di tutto per nn ascoltare…quella ke in fondo è la realtà…la loro realtà…io nn so cosa dv fare…in giro trovi solo brutte persone…pronte a girarti le spalle o a farti del male…sia fisico ke psicologico…quando meno te lo aspetti…ormai le persone sono tutte così…e dicono…”si…quando sarà il momento mi sistemerò”…ma quando gli si risponde ke magari quel momento nn arriverà mai se fanno così…cosa fanno?!? o ridono o si incazzano…va beh…cmq…avete avuto un gran fegato a parlare davanti a così tanti ragazzi ‘strafottenti’…vi ammiro veramente tanto…?grazie… :)?…ciao…by…kikki…