Calci rotanti e i perché dei bambini

E’ un martedì sera di fine estate. Sono le 20.47 e su RETE4 Walker Texas Ranger riprende la sua stagione.
Inutile cercare di spiegare il genere di telefilm e soprattutto il tipo di personaggi che lo abitano. Chi avesse una qualche minima curiosità se lo vada a vedere.
Ogni sera, dal lunedì al venerdì, alle 20,30.
Una bambina in età elementare è seduta su un divano blu cobalto, rigorosamente troppo vicino al video. Pigiama, antiscivolo ai piedi e denti già lavati. Per lei Walker rappresenta la fine della giornata. L’equivalente del Carosello per i bimbi anni ’60.
Accanto a lei, anche se il telefilm in questione ha bollino verde, un adulto di sesso femminile.
La vicenda di questa puntata ha come un protagonista un bimbo, suo coetaneo, molto malato. Neanche i calci rotanti del temerario Ranger lo potranno salvare.
‘Che cos’è l’AIDS?’. Questa domanda, posta esattamente alle 20,47 di quel martedì sera, disintegra perfino la luce azzurrognola che avvolge tutta la stanza. E per l’adulto è panico.

Donna: Una malattia
Bambina: Che tipo di malattia ?
D: Una molto grave
B: E viene a tutti i bambini?
D: No, non a tutti
B: E chi decide a chi viene?
D: Dipende
B: Da cosa?
D: Da molte cose
B: Cento?
D: Quasi
B: Mille?
D: Smettila
B: …………..
D: …………..
B: Ma è tipo la varicella?
D: Ecco, brava, si, tipo la varicella
B: Ma vengono le bolle come la varicella ?
D: A volte si a volte no
B: Ah
B: ………..
B: Ma pizzica ?
D: Dai, guarda che tra un po’ finisce
B: Hm

Il caso vuole che il bimbo protagonista, alla fine del telefilm, muore.
E da quel martedì sera c’è una bambina terrorizzata che, prima o poi la varicella venga pure a lei.
E che sicuramente farà strage tra tutti i suoi compagnetti di scuola.
Ma si potrebbe parlare anche della difficoltà (e/o incapacità) di spiegare la realtà con parole bambine. Almeno provarci