Calcio, basket, volley:viaggio nello sport in comunità

Sport San Patrignano

Partite amichevoli, campionati interni, tornei regionali: l”attività sportiva ha un ruolo importante a San Patrignano. E’ vissuta come occasione di incontro e di confronto leale. Nel rispetto degli altri. Per divertirsi e imparare a conoscersi meglio

di Silvia Mengoli

Un trofeo immaginario giocato per strada. Senza bisogno di regole. Tanto meno dell’arbitro. La porta inventata, goal incredibili, partite senza tempo. Immagini che la frenesia delle città ha spazzato via. Ritrovate a San Patrignano dove lo sport ti accompagna come una maratona che non finisce. Dove il gesto più naturale si snoda lungo i vialetti, nei campi, per le strade che qui lasciano respirare. Gruppetti di ragazzi che corrono, verso le sei di sera, quando cessano gli impegni. Fianco a fianco ai compagni.

Allenarsi è come competere almeno tre volte alla settimana, 156 ore all”anno a testa. «La podistica mi attrae», dice Federico che si è fermato un attimo, per riprendere fiato. «E” una continua corsa per migliorare, per fare sempre qualcosa in più. Pochi metri, un chilometro. Non importa. Qui a San Patrignano corriamo in gruppo. Ci divertiamo, ci stimoliamo l’un l’altro ad andare avanti, a non mollare. Un’occasione in più per conoscerci meglio».

Riprende la sua corsa, mentre dal vialetto del villaggio sbuca un bambino a cavallo della sua bicicletta. Altri tirano calci a un pallone. E’ la terza generazione che si ritrova nello stesso pezzo di strada. «Il calcio mi piace moltissimo. Facciamo delle partite finché non ci stanchiamo e dobbiamo segnare in quella porticina lì», Luca , otto anni, indica due paletti tra i quali si disputa la vittoria. «A volte facciamo “la tedesca”: uno sta in porta e ci rimane fino a quando non riceve un goal».

Più in là tre ragazze parlano della partita di pallavolo. Si consigliano. Si fanno forza. «Se commettiamo un errore, non demoralizziamoci. Guardiamo avanti, tutte insieme. Pensiamo al gioco di squadra, al gruppo». Ma nei loro commenti non c’è solo quell”incontro. Sanno bene che la partita vera si gioca altrove. E tutti i giorni.

Come lo sanno i 1.800 ragazzi che qui ricostruiscono il delicato percorso perduto. Un percorso faticoso che attraversa la famiglia, il lavoro. E anche lo sport. Un ruolo fondamentale, quello dell’attività sportiva, che San Patrignano riconosce da sempre. Un elemento formativo indispensabile nel recupero dei tossicodipendenti, in quanto importantissimo strumento di responsabilizzazione e di socializzazione.

Nella tensostruttura con attrezzature sportive, in palestra, nella piscina aperta in estate i ragazzi organizzano il loro tempo libero. Ogni anno si svolgono campionati di calcio, di basket e di volley, che coinvolgono tutte le persone della comunità. «Sono cinque gli appuntamenti interni: due tornei di pallavolo femminile e uno maschile, uno di calcio e uno di pallacanestro», spiega Giancarlo Torrasi, che coordina l’attività sportiva di San Patrignano. «In tutto si giocano circa 200 partite nel corso dell”anno. Inoltre, le squadre di Sanpa, seguite da allenatori esterni, partecipano ai tornei regionali».

Lo sport è vissuto come occasione di incontro e di confronto leale nella consapevolezza dei propri limiti e nel rispetto degli avversari. In esso c’è la chiave per conoscere uno dei principi nati con San Patrignano: la condivisione dell’esperienza. Del resto i buoni risultati si ottengono soprattutto formando un gruppo determinato e affiatato. «Vivo tutti i giorni con le stesse persone con cui gioco, quindi i rapporti crescono, si fanno più importanti», dice Cristina. «Si discute anche, ma si fa subito pace». Durante le partite e le ore di allenamento «che variano dalle 160 alle 190 all’anno, a seconda della disciplina». Se non c”è vittoria poco conta. Si riparte insieme con nuove energie e nuove motivazioni. Perché a Sanpa le rivincite non finiscono mai. Non importa il risultato: chi vince si porta a casa il divertimento, chi perde la voglia di ricominciare.

«A volte arrivare secondi o addirittura ultimi serve davvero. Io lo so bene», continua Cristina. «Anche se non è facile per nessuno ammettere i propri limiti. Nello sport, come nella vita. Ma è uno sforzo che chi vuole arrivare deve saper sostenere».

Calcio, basket, pallavolo: appuntamenti importanti. E tutta San Patrignano è intorno ai ragazzi scesi in campo per disputarsi le partite. «All’inizio ero agitatissima. Il campetto pieno di gente. Un tifo da vittoria per lo scudetto. Poi mi sono abituata. E anzi adesso mi diverte giocare con il sostegno di tutti i ragazzi». Allenamenti, incontri, tornei. San Patrignano non si ferma. Ogni giorno un’altra sfida. Perchè anche lo sport è voglia di tornare alla vita.