Campagna di prevenzione: il viaggio dei motorhomes

Panoramica Sanpa

Da “Saranno famosi” al Festivalbar, in viaggio con i motorhomes della campagna nazionale di prevenzione dell”uso di droghe, indetta dalla Presidenza del Consiglio e dal ministero del Welfare. “O ci sei, o ti fai. Io voglio esserci.” è il messaggio portato in giro in oltre 90 città italiane. 10 mila chilometri incontrando i giovani, i loro sentimenti, paure, incertezze. Non ci illudiamo di cambiare il mondo, ma di dare ai ragazzi degli strumenti in più per scegliere di vivere in modo libero e responsabile, lontano dalle droghe.

Gli occhi di Fabrizio sono lucidi, un po’ scavati, sbattuti. Ma ridono. “Sai, mi sono affezionato molto a questi ragazzi. Per questo sono qui. Abito a Capaci…”. Il posto dove hanno ucciso Falcone? “Minchia, non parliamo di queste cose, ora. Parliamo di me”. Palermo, lungomare, le quattro del pomeriggio. Attorno al motorhome della Presidenza del consiglio poche persone (fa molto caldo) e tanti bambini, gli sciuscià della città siciliana. Salgono e scendono continuamente. Hanno tagliato col cutter la guarnizione della porta scorrevole. Chiedono le magliette ‘O ci sei, o ti fai’. Fanno gestacci. Sono irrefrenabili.

Fabrizio è qui per il secondo giorno consecutivo. Dà una mano ai ragazzi dell’equipaggio. Ha una storia terribile: orfano, solo, eroinomane. L’ha raccontata, lo hanno ascoltato; poi si è sentito meglio e ora vuole fare anche lui la sua parte.
Qui a Palermo, la Campagna nazionale antidroga si ferma tre giorni. Il camion, uno dei tre che stanno girando in lungo e largo la penisola dal 25 luglio, è parcheggiato nell’area del Tour Tim, la kermesse estiva con protagonisti i ragazzi di ‘Saranno famosi’. Ci si prepara per l’apertura: verrà tanta gente e poi, la sera, ci sarà un grande concerto, nello sterrato adiacente via Messina Marina. Edi, Renato e Monica sono i protagonisti di questo viaggio attraverso città, piccoli centri, luoghi di villeggiatura. Diecimila chilometri in trenta giorni: da Forte dei Marmi a Tropea, da Verona a Paestum, da Pescara a Palermo.

Un’esperienza da raccontare
“E’ la prima volta”, spiegano, “che una campagna di prevenzione, qualcosa di istituzionale insomma, viene portata avanti da ragazzi come noi”. Uno stacco netto col passato: l’incontro con lo sterminato e evanescente mondo degli adolescenti, nei concerti, nelle piazze, sulle spiagge, non è più affidato esclusivamente ad operatori che distribuiscono opuscoli, più o meno credibili, sulle droghe, ma a loro. Tutti e tre hanno un passato di tossicodipendenza, un percorso in comunità terminato con successo, un’esperienza diretta da raccontare. “In alcuni posti apriamo già dalla mattina. Qui a Palermo, proprio perché siamo all’interno di una manifestazione che ha il suo clou in serata, dalle sei all’una di notte”, dice Renato.

Il tir, sull’esterno, è dipinto con i colori vivaci della campagna e con lo slogan ‘O ci sei, o ti fai. Io voglio esserci’. – ben visibile sulla fiancata. All’interno, un salotto, poltroncine, computer e una parete su cui i visitatori possono lasciare scritta una frase, un pensiero, un contributo. Su due maxischermi scorrono immagini di video musicali (montati appositamente da Radio Deejay), mentre un disc–jokey si occupa di ravvivare l’ambiente con una programmazione che coinvolge e attira chi passa nelle vicinanze. Sul camion è disponibile materiale informativo: quattro depliant che raccontano altrettante storie emblematiche di tossicodipendenza, le informazioni scientifiche sui danni provocati dalle droghe, gli elenchi delle comunità e dei servizi pubblici. Ma l’impatto maggiore è dato proprio dalla capacità dei ragazzi dell’equipaggio di parlare con i propri coetanei, di ascoltare i loro problemi, di entrare in rapporto, creare relazione.
Ognuno ha una piccola telecamera, con cui raccoglie idee, testimonianze, attimi di questo viaggio unico attraverso i sentimenti, le paure, le insicurezze dei giovani di oggi. “Come quando”, ricorda Monica, “una ragazza, in Toscana, è venuta al motorhome per tre giorni consecutivi, portando anche i suoi amici. Alla fine, mi ha dato un pezzetto di hashish e le cartine. ‘Non fumerò più’, ha detto. Lo so che può sembrare retorico, la bella favola della persona che ha capito…, ma in quel gesto c’è tutto quello per cui ci impegniamo”.

I tir sono tre e viaggiano contemporaneamente. Il programma prevede un itinerario in oltre 90 piccoli, medi e grandi centri. Oltre a Monica, Edi e Renato, fanno parte degli equipaggi Chiara, Massimo, Sandro, Benedetta, Michele, Frankie, Roberto, Roberta, Marco, tutti ragazzi tra i venti e i trent’anni che hanno concluso il programma in comunità. “Per noi iniziare con la droga è stato come un gioco”, raccontano, “smettere invece è molto difficile. Non abbiamo verità in tasca, lezioni da impartire, vogliamo solo offrire un’esperienza, una testimonianza, una storia concreta che parli del disagio e della tossicodipendenza per come è. Non ci illudiamo di cambiare il mondo, ma di dare ai ragazzi degli strumenti in più per scegliere cosa fare della propria vita”.

Tante iniziative sul territorio
Il viaggio sui motorhome si conclude il 29 settembre con un grande concerto–spettacolo a Milano. Ma “O ci sei, o ti fai. Io voglio esserci.” andrà avanti fino al marzo del 2003. L’agenda è fitta: sono previsti centinaia di incontri nelle scuole e nelle università, manifestazioni sportive, conferenze e tavole rotonde. “Conteremo sulla valorizzazione dell’iniziativa di un’estesa rete di associazioni che operano in vari campi al fianco dei giovani”, spiega Giancarlo Pignone, coordinatore della Campagna, “è la prima volta che realtà importanti sono chiamate a gestire, direttamente e in toto, un impegno istituzionale di questa portata. Le Onlus che stanno portando avanti le attività sono undici. Si va da grandi comunità di recupero dalla tossicodipendenza ad organizzazioni attive nella promozione dello sport, nella formazione professionale, nell’educazione, nel contrasto al disagio giovanile, nella cura dell’alcol–dipendenza. Un cartello molto ampio ed aperto ai contributi di tutti”, continua Pignone, “tanto che possiamo contare, tra gli altri, sull’appoggio del Coni, della Cisl, dello Stato maggiore dell’esercito, di tanti servizi pubblici per le tossicodipendenze e di decine di amministrazioni locali, che ci stanno aiutando a definire gli appuntamenti invernali”.

Tra le iniziative a carattere nazionale previste nei prossimi mesi, spiccano tre grandi spettacoli, di cui proprio in questi giorni si stanno definendo i particolari. Il primo, come si è detto, a Milano, il 29 settembre, poi a Firenze in dicembre ed infine a Reggio Calabria, a marzo del prossimo anno. Sempre in primavera, il Centro sportivo italiano, che fa parte delle organizzazioni impegnate nella Campagna, organizzerà una manifestazione sportiva dedicata ai temi della droga e del disagio giovanile in contemporanea in cento città.

L’11 ottobre, invece, sarà presentato proprio a San Patrignano, nell’ambito dell’annuale convegno internazionale Rainbow, l’“Headline tour”, un evento a metà strada tra tavola rotonda e spettacolo, basato su contributi e testimonianze dal mondo giovanile. A condurlo, il giornalista Luca Pagliari. La prima tappa, a San Patrignano, vedrà la partecipazione dei ministri della Salute, Girolamo Sirchia, e delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, del ricercatore americano George Recaurte, uno dei massimi esperti mondiali di droghe sintetiche, e dello psichiatra Gustavo Charmet. Successivamente, lo spettacolo verrà portato in teatri ed università.

Di respiro nazionale, anche l’altra iniziativa, studiata in collaborazione con il Giffoni Film Festival, la rassegna internazionale di cinema per ragazzi che si svolge ogni anno nella cittadina in provincia di Salerno con migliaia di studenti delle scuole elementari, medie e superiori. “L’idea, nata proprio nei giorni del festival con il presidente della manifestazione, Gubitosi”, spiega Gianpaolo Brusini, uno dei responsabili della Campagna, “è coinvolgere i ragazzi nell’ideazione e realizzazione di un videoclip contro la droga”. Grazie alla collaborazione della struttura di Giffoni, saranno distribuiti alle scuole che ne fanno richiesta speciali kit con le istruzioni per partecipare al concorso. Cinque soggetti saranno selezionati da un’apposita commissione giudicante ed esposti in una mostra allestita in concomitanza allo spettacolo di marzo. Il migliore sarà prodotto e realizzato professionalmente dal Giffoni Film Festival ed utilizzato come spot sociale “dai ragazzi per i ragazzi”.

Fari accesi sui risultati
La Campagna, nel suo complesso, è sottoposta ad un sistema di verifica dell’efficacia e dei risultati dell’informazione e prevenzione. A questo scopo è stata coinvolta la società di ricerca internazionale Millward Brown, che ha il compito di verificare gli effetti delle iniziative, ripartite tra attività a carattere locale e grandi eventi a carattere nazionale.
La metodologia integra una fase qualitativa ad una quantitativa. La prima prevede interviste condotte da psicologi specializzati nelle quali, combinando un approccio di tipo razionale all’uso di tecniche proiettive, si ricostruiscono le impressioni e le emozioni associate alla fruizione dell’evento e si verifica la percezione del messaggio da esso veicolato.

La seconda prende invece in considerazione gli eventi locali al termine dei quali viene condotta una rilevazione con l’obiettivo di valutare, da un lato, la decodifica e la comprensione del messaggio veicolato e, dall’altro, l’efficacia nel raggiungere i giovani. Per questa parte della ricerca, le interviste sono condotte face to face, immediatamente al termine di ciascun evento su un campione rappresentativo tra coloro che hanno partecipato alla manifestazione.
Come dire, l’anno prossimo saranno a disposizione tutti gli strumenti per poter valutare, a fari accesi e non al buio come nel passato, cosa è utile, quanto e come andare avanti sulla strada di una reale prevenzione del malessere giovanile che è alla base del consumo di droghe.