Cannabis Light: la grande bugia. Così in Italia la droga è già legalizzata

La pubblicazione dell’Osservatorio europeo sulle droghe, ha imposto all’agenda setting della stampa nazionale e internazionale il focus sul tema della tossicodipendenza e del consumo di sostanze. L’Italia è al quarto posto. “Per noi di San Patrignano, il focus sulla droga non è un tema che ricorre una volta l’anno, bensì un filo di approfondimento e studio quotidiano che ci permette di andare avanti con il nostro lavoro da 40 anni” – dichiara il Presidente della Comunità Antonio Tinelli.

Il quotidiano La Repubblica oggi scrive che la cannabis light avrà presto la sua ‘doc’, come un vino o un formaggio tipico. Ci eravamo già allarmati l’anno scorso, nel 2017, all’entrata in vigore della legge quadro sulla canapa (la 242) che ha semplificato le regole per la coltivazione di questa pianta. Una legge che ha aperto nuove frontiere e nuove possibilità imprenditoriali. Così, il 2017 è stato l’anno del boom. I negozi si sono moltiplicati in tutta Italia, la ‘cannabis light’ è diventata un prodotto di largo consumo. E allora ecco che le sostanze che si assumevano, nascondendosi, dieci, quindici, vent’anni fa, oggi sono sempre più ‘divertenti’ e ‘simpatiche’. La parola ‘sballo’ si dice sempre di più con il sorriso sulle labbra, è diventata sinonimo di divertimento, di leggerezza, quasi fosse un meritato momento di svago in una vita tanto difficile e frenetica. Il processo di normalizzazione del consumo è del tutto compiuto: possiamo profumare la nostra casa con l’essenza di cannabis, farci una tisana alla cannabis, vestirci con delle stampe fantasia floreale a tema foglie di cannabis, carta da parati alla cannabis, torte alla cannabis. I nostri figli, magari sulla via di scuola, passando in tabaccheria, in erboristeria, parafarmacia o in un ‘growshop’ possono persino fermarsi a comprare un po’ di cannabis light a scopo ‘ricreativo’. Quello che a noi preoccupa è il totale annullamento della percezione del rischio.

Apprendere poi che sarà disponibile addirittura nelle edicole (una rivista di agricoltura allegherà al prossimo numero un grammo di cannabis light), ci fa scuotere la testa, ma non come chi guarda e giudica dall’esterno con la puzza sotto il naso, bensì come chi, con il lato più fragile della società è a contatto tutti i giorni.

Il 98% dei ragazzi che entra a San Patrignano ha iniziato fumando cannabis. Anche i minorenni (che sono sempre di più) hanno già alle spalle anni di uso di sostanze e, quando arrivano, possono essere definiti in qualsiasi modo, fuorché ricreati. Sgretolati, piuttosto. Chiedetelo a noi che effetti ha la cannabis, chiedetelo ai nostri ragazzi. O ai medici della nostra comunità. I nostri dati del 2017 dicono che ci sono stati 509 ingressi, di cui 33 minori. Tra l’altro stiamo investendo per aprire altri due centri minori, viste le continue richieste da parte delle famiglie che si rivolgono a noi, sempre più toccate da questo problema.

Oggi 250 aziende producono la cannabis light e il prossimo autunno, con il nuovo raccolto, ce ne saranno 800 in più. Il giro d’affari stimato è di 44 milioni. Aziende intraprendenti, al limite della sfacciataggine. Una di queste ci ha proposto un euro per ogni transazione on line. Abbiamo orridamente declinato l’invito, ovviamente, perché da noi i ragazzi (ad oggi sono 1.300), ricominciano a gustare il sapore della vita. Quali sono i vantaggi di questo business e per chi?

Ci dicono che la canapa ha proprietà benefiche. È un anti-depressivo, rilassa ed è un efficace metodo contro l’insonnia. La cannabis light ha lo 0,2% di THC, la quantità sopra la quale si è di fronte ad una sostanza stupefacente è 0,6%.

Cosa impedisce al cliente ‘tipo’ (consumatore abituale di marijuana illegale) di comprarne due scatole o cinque, invece di una? E chi controlla l’assunzione? Il commerciante che l’ha venduta?

Normalizzare il consumo significa affidare il nostro futuro a degli zombie, significa avere un paese strafatto, affidato a trentenni consumatori abituali di sostanze, che avranno il cervello leso dagli effetti dei cannabinoidi con conseguenze enormi sul piano sociale, su quello etico e sulle spese dello Stato.

Il paradosso è che siamo ancora qui a parlare di ‘legalizzazione SI’ –‘ legalizzazione NO’ quando, nella realtà, nel nostro Paese la droga è già stata legalizzata.