Cantina delle meraviglie

Esterno Cantina

Impianti d”avanguardia, sale di degustazione, una grande barricaia. I segreti della nuova struttura, inaugurata con una speciale festa

di Silvia Mengoli

Una ‘rustida’ di carni alla brace nella più pura tradizione romagnola, canti e balli scelti tra i maggiori successi del ‘liscio’, un’ insolita vendemmia notturna, cui hanno partecipato i ragazzi della comunità e alcune centinaia di ospiti, sono stati gli ingredienti dell’inaugurazione della nuova cantina, svoltasi a San Patrignano lunedì 6 settembre.

E’ stato Andrea Muccioli, responsabile della comunità ad aprire la serata, mettendo in evidenza gli obiettivi di questa nuova iniziativa di San Patrignano: “Il progetto cantina è stata un’esperienza collettiva cui ha partecipato tutta la comunità. In questa costruzione ci sono i saperi, le capacità, di tutti i nostri laboratori, l’entusiasmo di tutti i nostri ragazzi. Qui non produrremo solo vino, ma realizzeremo corsi di formazione, di studio aperti a tutto il settore vitivinicolo e agroalimentare”.

La formazione professionale è elemento essenziale per garantire un pieno reinserimento sociale dei ragazzi e delle ragazze che terminano il loro percorso di recupero ed è uno degli elementi qualificanti della proposta terapeutica di San Patrignano. “Un dato che è stato confermato da studi di follow up effettuati su ex ospiti della comunità”, continua Muccioli. “L’80 per cento di queste persone, una volta lasciata la comunità, svolge la professione appresa durante la permanenza a San Patrignano”.

Tra le persone salite in comunità, per condividere con i ragazzi di Sanpa l’inaugurazione della nuova cantina, alcuni dei nomi più importanti della cucina italiana : Fulvio Pierangelini, del ristorante “Gambero Rosso”, uno dei pochi a fregiarsi delle tre stelle sulla Guida Michelin, Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore, lo storico patron della Frasca di Castrocaro, Gianfranco Bolognesi e l’inviato di una delle bibbie dell’enologia mondiale “Wine Advocate”, Daniel Thomasis.

La nuova struttura
La cantina è un complesso di strutture (5.700 metri quadrati di superficie complesiva) sviluppate all’interno di quattro edifici, estesi in parte su tre piani e a loro volta suddivisi in due settori principali. Il primo, destinato alla lavorazione delle uve, contiene spazi e attrezzature destinati alla cernita, alle prime procedure di vinificazione, sale di fermentazione (40 serbatoi di stoccaggio d’acciaio inox), una barricaia (2.000 metri quadrati) con 290 barrique da 290 litri, 100 tonneau da 500 litri, destinata all’affinamento in legno ed una bottiglieria (860 metri quadrati) per l’affinamento finale in vetro.

Attrezzature e sale sono state realizzate per garantire l’aumento delle quantità di bottiglie prodotte ogni anno in comunità, che passeranno dalle attuali 80/100 mila annue alle 500 mila previste al termine del prossimo quadriennio. Crescita resa possibile dalla progressiva entrata in produzione di ulteriori 50 ettari di vigna.

Il secondo, realizzato per ospitare gli uffici, le aree di studio, di degustazione dei vini e d’incontro destinate ai visitatori ed una zona cucina in cui saranno preparati piatti basati sui prodotti del comparto agroalimentare della comunità: carni, salumi, formaggi, oli.

In quest’ottica, il progetto è stato sviluppato pensando alla nuova cantina anche come centro di presentazione dell’intera produzione del bacino agroalimentare di San Patrignano, che grazie alla sue sedi di San Vito Pergine (Tn), Novafeltria (Ps), Cecina (Li), racchiude in un’unica filiera produttiva differenti tipicità, tra le quali latte e formaggi d’alpeggio, oli toscani, latte e formaggi caprini e ovini degli Appennini.

ETICHETTE D”ARTE
L’approccio al vino quale elemento della nostra tradizione e della nostra cultura risalta in modo evidente già nella sala d’ingresso della cantina, dove è stata realizzata una piccola galleria d’arte. Al suo interno si trovano esposte le opere originali che protagonisti dell’arte contemporanea hanno donato alla comunità, perché diventassero le etichette di ogni annata di Avi, il vino che fin dal suo nome ricorda, in modo discreto e semplice, la figura del fondatore di San Patrignano, Vincenzo Muccioli. In esposizione si trovano i quadri degli italiani Aligi Sassu (annata 1998) e Nicola De Maria (2000), dello statunitense Julian Schnabel (1999) e del canadese Greg Colson (2001).

ARREDAMENTI E INTERNI
Le decorazioni, i complementi d’arredo, i mobili della nuova cantina sono stati realizzati all’interno dei laboratori di artigianato della comunità. Designer, ebanisti, decoratori hanno realizzato ambienti in grado di presentare ai visitatori il valore delle competenze e delle capacità artigianali e artistiche di San Patrignano rendendo l’edificio un luogo in cui la comunità è presentata nel suo complesso e non solo per le sue attività vitivinicole.

Il progetto architettonico è il risultato della sinergia tra l’ufficio tecnico di San Patrignano e un team di professionisti del settore, fra i quali gli architetti Stefano Rossignoli e Fausto Battistel per l’interior design, mentre il sistema impiantistico è stato curato dall’l’ingegnere Alessandro Pupo, in collaborazione con i settori edili e impiantistici della comunità.

La cantina è stata realizzata grazie al sostegno delle aziende Scot Costruzioni, Cotto d’Este e il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo.