Carcere: migliorare le misure alternative

I fatti (Ansa)
“Il Dipartimento nazionale antidroga è fortemente impegnato per incrementare l’utilizzo del ricorso alle misure alternative al carcere delle persone tossicodipendenti recluse: è quanto sottolinea il Dpa in una nota, in riferimento all’incontro di ieri tra il ministro Andrea Riccardi e alcune organizzazioni di operatori nel campo delle Dipendenze (fra cui Antigone, Forum Droghe, CNCA e Gruppo Abele, ndr).
Il progetto “Droga e Carcere” attivato dal Dpa – rende noto il Dipartimento – ha attivato il suo percorso nelle varie città italiane con l’incontro tra magistrati di sorveglianza, operatori degli Uffici esecuzione penale esterna, direttori dei penitenziari, rappresentanti dei servizi delle dipendenze e Comunità terapeutiche, nel corso del quale è stato proposto un nuovo protocollo operativo che si basa sul miglioramento del coordinamento delle forze in campo, al fine di ridurre i tempi di attivazione delle pene alternative e aumentarne i fruitori”.

L’opinione di San Patrignano
Siamo convinti da sempre che il carcere non sia il luogo ideale per progettare un reale recupero dalla tossicodipendenza in condizioni drug free viste le condizioni di sovraffollamento, la circolazione delle sostanze stupefacenti e l’uso in mantenimento e quindi non orientato al recupero, dei farmaci sostitutivi.

E’ nostra convinzione che sia necessario migliorare e rendere più fluidi gli strumenti già esistenti, facilitando l’accesso al carcere di operatori in grado di motivare i detenuti tossicodipendenti a scegliere programmi drug free, opportunità peraltro già prevista dalla legge. Le associazioni collegate alla nostra comunità e i nostri operatori sono già presenti da anni in molti carceri per offrire opportunità concrete a chi scegli di perseguire un cambiamento.

Dal 1988, infatti, la Comunità ha accolto oltre 3.600 persone in regime di arresti domiciliari e di affidamento in prova ai servizi sociali, sostituendo più di 4.000 anni di carcere in percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo. Nel solo 2011, sono state presenti in comunità 54 ragazzi agli arresti domiciliari e 121 con provvedimenti di affidamento o di detenzione. La Comunità di è occupata di circa 500 processi penali e di 50 cause civili. Ogni progetto che intende valorizzare opportunità di recupero drug free ci vede in prima linea.

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