La Casa Bianca contro il New York Times e la sua apertura alla legalizzazione. Soddisfazione da parte di San Patrignano

Apprendiamo con piacere la dura e ferma nota della Casa Bianca in risposta all’apertura alla legalizzazione della cannabis da parte del New York Times.

Da sempre contrari a questa ipotesi, in favore di uno stile di vita sano, conveniamo con l’amministrazione Obama e il suo Ufficio delle politiche nazionali sulla droga,
in merito alla pericolosità della marijuana.

Come riportato dal comunicato diffuso e leggibile integralmente sul sito web della Casa Bianca (http://m.whitehouse.gov/blog/2014/07/28/response-new-york-times-editorial-boards-call-federal-marijuana-legalization) l’Editoriale del giornale americano, non tiene conto di importanti evidenze scientifiche riguardanti gli effetti di questa sostanza e quindi degli ingenti danni alla salute pubblica, che ne deriverebbero in caso di legalizzazione.

Quattro i punti sottolineati nel comunicato: in primis i danni che la cannabis provoca in un cervello in via di sviluppo, l’effetto negativo della sostanza sul rendimento scolastico degli studenti, la dipendenza che la stessa marijuana può creare ed infine il problema che si verrebbe a creare sulle strade, con sempre più persone al volante in stato di alterazione.
Oltre a ciò la certezza, da parte della Casa Bianca, che la legalizzazione della marijuana non eliminerebbe il mercato nero.

Questa la posizione ribadita dal Governo Obama che mantiene uno sguardo vigile nei confronti della situazione creatasi nello stato del Colorado e di Washington, dove è stato approvato l’uso ricreativo della cannabis.
L’amministrazione americana sostiene infine che ogni scelta deve essere guidata da prove scientifiche e non dalle ideologie e conferma invece il suo impegno nella prevenzione, nel recupero e a dar vita a nuove leggi contro la criminalità organizzata, il tutto volto a migliorare la salute pubblica e la sicurezza dei suoi cittadini.

Parole che confortano e rincuorano una Comunità come la nostra che ha fatto del recupero e della prevenzione i cardini della sua mission, a maggior ragione in un momento storico in cui l’uso di sostanze sembra essere diventato la normalità.