Che festa la vendemmia

Piadina, salsiccia, canzoni, ballo liscio, molto divertimento e un bicchiere di Sangiovese. Un grande piazzale tra i filari, decine di tavoli, una grande griglia per arrostire le carni e un palco per i “Sanpa Singers”, per un giorno alla prese con il repertorio di Raoul Casadei. La fine della vendemmia i 1700 ragazzi di San Patrignano la festeggiano così, nel più assoluto rispetto delle tradizioni contadine di romagna.

E vigna e cantina sono due attività profondamente legate alla storia, all’identità e alla cultura della comunità. “Facciamo vino e siamo orgogliosi di produrlo. Ne beviamo un bicchiere a pasto – spiega Andrea Muccioli, figlio del fondatore e attuale responsabile di Sanpa – ma siamo consapevoli dell’importanza di avvicinare le persone ad un uso consapevole e sano di questo alimento.”

 “Per questo, sentiamo il dovere di contribuire alla promozione di un uso equilibrato del vino. Da cinque anni abbiamo proposto una campagna d’educazione a tutto il mondo dell’enologia – termina Muccioli –su ogni nostra bottiglia abbiamo apposto l’etichetta “il vino è piacere e salute, bevi con sobrietà”. Per ora ci hanno seguito una ventina di produttori sugli oltre diecimila del nostro Paese. Ma spero che molti altri lo facciano nei prossimi mesi.”

C’è voluto un mese, per raccogliere l’uva nata sui filari dei 100 ettari di vigna della comunità. Un lavoro cui, come sempre, hanno partecipato tutti i giovani del più grande centro di recupero dalla droga d’Europa fondato quasi trent’anni fa, nel 1978, da Vincenzo Muccioli. E alla fine in cantina sono arrivati più di 6mila quintali d’uva, pronti per essere selezionati, lavorati e, quindi, posti ad invecchiare in grandi botti di rovere, chiamate “barrique”. Seicento quintali sono di Sauvignon destinati alla produzione di “Aulente” e “Vie”, le due etichette “bianche” di San Patrignano. Per i bacca rossa ci sono invece 2500 quintali di Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc, da cui nascono il “Montepirolo” un classico taglio Bordolese ed il “Noi”, un blend a base Sangiovese (60%). E il 2007 è stata una buona annata per il vitigno principe della Romagna e i suoi 3mila quintali saranno impiegati per ottenere “AVI” e “Aulente rosso”, ovvero i due modi d’essere Sangiovese secondo San Patrignano.

E la qualità dei vini della comunità è, ancora una volta, confermata dai giudizi espressi dalle prime guide al buon bere, arrivate in libreria questo autunno. “Montepirolo 2004” ha ottenuto i 3 bicchieri, massimo del punteggio, dal “Gambero Rosso” e un 18,5 su 20 dalla guida dell’Espresso. Sugli stessi livelli “AVI” con i 5 grappoli d’AIS e “Bibenda” e le 3 stelle di “Veronelli”.