Coca in rosa, l’emancipazione drogata

Anche nelle zone di produzione delle sostanze stupefacenti, come il Sud America, si assiste ad una ‘normalizzazione’ delle attività legate al narcotraffico, non più esclusiva del mondo criminale in senso stretto. Questa ‘apertura’ ha avuto un clamoroso riscontro con l’arresto di alcune donne vincitrici dei più ambiti concorsi di bellezza locali. Ragazze che avevano riempito con le loro foto le pagine della cronaca rosa per poi finire, imbruttite, sulle foto segnaletiche pubblicate nelle pagine di nera.

La 23enne Laura Helena Zuniga Huizar, Miss Messico 2008, è stata arrestata a Guadalajara, nella violenta regione di Sinaloa, dopo essere stata trovata a bordo di un tir carico di armi e soldi, in compagnia di sei membri di un clan dedito al narco-traffico. Di poco precedente l’arresto di Miss Bolivia, Roxana Arias Becerra, fermata in compagnia della figlia e di 800 grammi di cocaina pura.

La Dea, l’agenzia antidroga americana, ha una lista di 36 messicane ricercate: donne che vogliono la ricchezza facile e che non si accontentano del ruolo di amante del boss, sostituendolo spesso ai vertici dell’organizzazione. Se il Messico resta sotto i riflettori in quanto nuovo ‘paradiso’ dei narcos, la stessa tendenza si registra anche altrove. In Costa Rica, nel 2008, si è registrato un aumento del 50 per cento di donne recluse per traffico di stupefacenti. A Panama le statistiche della Ptj (Polizia tecnica giudiziaria) indicano un incremento di corrieri-donna o ‘narcomulas’, letteralmente ‘asine della droga’. Simile la situazione in Colombia, Argentina e Uruguay.

Secondo i sociologi, l’emancipazione femminile ha portato le donne ad avere più esigenze economiche e la nuova criminalità legata alla droga è più disponibile ad accettarle. Davvero un bel passo verso la parità di genere…