Cocaina addio

“………….
Sotto a un Cristo che apre le braccia
Soltanto ai turisti di Copa Cabana
Noi cerchiamo in un sacco di colla
Un senso alla vita, una luce lontana
……………
Noi che siamo folletti imprendibili
Con mani leggere come un soffio di vento
Condannati ad essere inutili
Concime di terra o paura soltanto
……………”
Dalla canzone ‘Ninos de rua’ dei Paz

Brasile, Romania, India, Nicaragua, Kenya e ora anche Italia.
Scartabellando nell’archivio del Corriere della Sera può capitare di imbattersi in un articolo del l 12 aprile 2007 dove vengono riportati alcuni dati estrapolati dalla relazione annuale della Direzione Centrale del Viminale sulla droga.
Si rileva che: i giovanissimi italiani stanno cominciando a sniffare colla, in arte ‘sniffing’, in modo diffuso.
Colla da calzolaio (la più gettonata), solventi, gas e carburanti costano poco, si possono acquistare senza limite d’età e non sono sotto alcun tipo di controllo perché non considerate droghe. Eppure lo sballo è assicurato. Per questo i minorenni del Bel Paese ne abusano sempre di più, sostituendo le droghe sintetiche (e illegali) in circolo attualmente.
Un avvenimento ‘anomalo’ per un’Italia considerata benestante, un fenomeno che va a scardinare la tradizione della colla da sniffo, considerata da sempre una tragedia diffusa solo tra i bambini e gli adolescenti di Paesi molto poveri. Bambini che i banchi di scuola non li hanno mai visti.

In Brasile (da troppo tempo) i tristemente noti ‘ninos de rua’ sniffano inalanti per sopravvivere ad una condizione di abbandono e di emarginazione.
In India questo consumo è talmente dilagante che il Governo ha stabilito che colle e vernici devono essere mischiate a sostanze dall’odore sgradevole in modo da scoraggiarne l’inalazione.
Ottimo esempio di prevenzione. In Kenya il 25% dei ragazzi nei carceri minorili è dipendente dallo sniffing del materiale ‘appiccicoso’. In Nicaragua 600mila adolescenti sotto i 15 anni sniffano colla per suole (si trova ovunque a mezzo centesimo di dollaro) che, oltre a renderli euforici e coraggiosi (e lì ce n’è bisogno), devasta polmoni e mente. Nella sola Bucarest, in Romania, sono 5mila i bambini che vivono nelle fogne: età media 6 anni. Solitamente, oltre a chiedere l’elemosina a organizzarsi in baby bande criminali e a prostituirsi, sniffano colla per attenuare i morsi della fame. In Italia un anno e mezzo fa un 14enne milanese di buona famiglia è morto dopo aver inalato gas butano.

Se negli anni Settanta fosse esistito Internet, digitando le parole chiave ‘bambini & colla’, si sarebbero materializzate sullo schermo del pc decine di pagine web con indicazioni ‘educo-ricreative’ su come realizzare lavoretti per Pasqua o per la festa della mamma con l’aiuto di forbici dalle punte arrotondate, cartoncini colorati e appunto, colla.
Oggi, nel 2007, immettendo le stesse parole chiave in un qualsiasi motore di ricerca appaiono decine di link che si affacciano su un mondo che non dovrebbe esistere. Nel nostro millennio molti bambini la colla se la sniffano. Nella loro memoria non rimarrà mai impresso il gradevole aroma della coccoina o del vinavil, cha ha accompagnato generazioni intere dalle materne al liceo. Andiamo a casa e facciamo sparire dagli astucci dei più piccoli la super colla, liquida o stick che sia. E bruciamo le foto in cui siamo ritratti col fiocco bianco inamidato tra i banchi di scuola, col mitico barattolo di alluminio tra le mani (pennellino incluso). Coccoina addio!