Incontro con il Rotary Riviera

.

Lo ha spiegato Letizia Moratti, da sempre a fianco della Comunità, in un intervento svoltosi venerdì 8 febbraio nel teatro di San Patrignano a margine dell’incontro “in Interclub” organizzato dal Rotary Rimini Riviera in collaborazione con San Marino. All’incontro hanno partecipato circa 120 persone, tra cui il Presidente Maurizio Azzolini e il Vice Presidente Stefano Libertà.

“Ricordo che quando qualcuno chiedeva a Vincenzo Muccioli come immaginasse la guida senza di lui – ha raccontato – spesso rispondeva: la immagino come una cooperativa, con una guida collegiale a cura dei ragazzi. Noi siamo quello che Vincenzo immaginava”. “Tutto quello che facciamo è ispirato da lui, da un uomo che viveva ogni istante in modo pieno, con lo sguardo verso la persona, sempre teso all’ascolto – prosegue Letizia Moratti – qui il drogato non è un malato. La droga non è l’avversario da battere. Qui proponiamo un modello educativo, alla base c’è la persona nella sua interezza e irripetibilità”.

“Più che la droga i ragazzi che arrivano in Comunità hanno vissuto l’incapacità e l’inadeguatezza a vivere, perché ogni tossicodipendente, come diceva Vincenzo, non ha paura di morire ma di vivere”.
La tossicodipendenza, oggi, è subdola, perché apparentemente compatibile con una vita “normale” “Una volta il drogato era una persona diversa e riconoscibile, oggi la dipendenza investe la persona che più facilmente cela questa debolezza. Poi accade tutto improvvisamente e si cade”.

Letizia Moratti ha ricordato come “San Patrignano sia un modello esportabile nella società.
Da qui sono usciti oltre 20mila ragazzi, il tasso di recupero è al 72 per cento mentre nel mondo si è contanti sopra al 30 per cento. Qui abbiamo risparmiato 4.000 anni di carcere ai ragazzi e fatto risparmiare all’Italia 300 milioni di euro. Qui recuperiamo dal disagio mantenendo quando necessario insieme la famiglia, cerchiamo e troviamo partner per offrire ai nostri ragazzi una professionalità spendibile, una volta concluso il percorso, nel mondo del lavoro”.

San Patrignano – ha aggiunto Moratti – “fa accordi con banche che avviano progetti di microcredito: 20-25.000 euro per far nascere nuove imprese con dei tutor a sostegno. I paesi più avanzati vanno in questa direzione, è un modello di assistenza al disagio basato sul no profit, ma che in Italia si muove con un modello arretrato. Da noi, o si effettua una donazione, o si è imprenditori. Ci sono esperienze in Inghilterra con le Limited Community Company o in Usa con le Low Profit Company nelle quali distribuire piccoli utili non è una contraddizione. Sono strumenti in straordinario sviluppo. Ne ho parlato ai nostri governanti, ma non capiscono. Eppure il non profit oggi è il 3 per cento del Pil, coinvolge 750 mila persone. Ripeto, la crisi ha bisogno di strumenti nuovi e il ‘laboratorio San Patrignano’ ne rappresenta uno moderno e innovativo”.

in_evidenza