Come il legno

Ciao mamma.
Pulivo la stanza, un po’ di fretta perché sono sempre incasinata e di corsa, ma ho interrotto tutto, per una volta non succederà niente!
Ho visto la copertina di un libro speciale tra le mensole e non ho saputo resistere, l’ho aperto, ho fatto scivolare le pagine velocemente tra le mani e le ho fermate solo quando sono arrivata lì, dove volevo io.

“Mi piace il legno.
Sembra fermo ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe. Fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no. Finchè può si nasconde, si lascia torturare, ma non lo confessa.
Io sono di legno.”
(tratto da “io sono di legno” di G. Carcasi )

Ricordi?
Ricordi quella lettera che ti scrissi dalla comunità?
Ricopiai questo pezzo e ti dissi che anch’io mi sentivo di legno..
Io la ricordo come fosse ieri, anche se in realtà sono passati più di due anni.
Non sapevo come parlarti di me, come farti davvero toccare la mia anima, il mio dolore e tutto il quel mio mondo, che da sempre ho cercato di nasconderti. Poi una sera cominciai a leggere questo libro e riga dopo riga, mi riconoscevo in questa storia fatta di una madre e di una figlia, tanto vicine da non riuscire a parlarsi, per paura di ferirsi.
Troppo vicine. Invischiate tra loro tanto da non sapere più chi fossero, da non sentirsi più due persone ma una unica.
Noi eravamo così.
Il mio dolore era il tuo, il tuo era il mio.
Io volevo proteggerti dal mondo intero, ricordi? Anche se ero così piccola mi sentivo di doverti la vita, responsabile di ogni tua gioia e sofferenza…e tu poi, tu eri una bambina, di 25, 26 anni, ma sempre una bambina e non capivi come vedevo e vivevo il mondo e non dividevi te da me, dimenticavi d’essere madre, dimenticavi che io fossi figlia..

Ma Dio quanto ti ho amata e quanto ti amo ancora mamma.

Dopo la lettera, comprasti quel libro e credo che anche tu ti sia riconosciuta in quelle righe perché ciò che lessi nella tua risposta, furono le parole più vere e sincere di questi ultimi nostri anni.
Come passa il tempo, ora mi sento cresciuta, a volte ancora mi rompo internamente, qualche pezzetto di legno è rimasto dentro di me, ma non mi spezzo più nel silenzio, non mi lascio torturare e quindi sai una cosa, mi viene da sorridere, ma questo libro ora lo chiudo, ne cercherò un altro in cui potermi rivedere oggi..