La comunità in… forma!

Le novità profumano di formaggio, nell’autunno di San Patrignano. Un caseificio da costruire ex novo, un nuovo progetto di distribuzione, delizie da perfezionare e altri esperimenti ancora a livello embrionale. Ma che nel giro di pochi mesi potranno diventare protagonisti del già ricco… carrello dei formaggi della comunità.

Per San Patrignano la partecipazione a “Cheese”, la mostra-mercato internazionale di Bra, simboleggia un passo in avanti nelle strategie di comunicazione sui latticini. Mai prima i formaggi erano usciti sol soletti, ovvero erano sempre stati accompagnati da salumi, olio e vini alle varie fiere agroalimentari.

“Sì, è un momento di cambiamento, sotto molti punti di vista – spiega Luca Marcheselli, responsabile commerciale del settore caseario -. Il primo obiettivo è quello di essere forti sul territorio, con cui San Patrignano ha comunque un forte legame. Perciò ora abbiamo un distributore specializzato che serve tutto il territorio riminese, e che può ‘sconfinare’ nel Pesarese. E che tratta esclusivamente prodotti di alta qualità, particolari”.

“Un altro distributore – aggiunge Marcheselli – si occupa della Romagna allargata, da Imola fino alle province di Forlì-Cesena e Ravenna. Qualche forma viene spedita anche in Piemonte, in Veneto e in Puglia. Per ora va bene così, anche perché la produzione è limitata, con 1.500 litri di latte lavorati ogni giorno. Il caseificio non può fare di più, e per questo c’è il progetto di dar vita a una nuova struttura in grado di raddoppiare il materiale prodotto. Attualmente solo il 50 per cento del latte viene lavorato. Il resto viene ceduto alla Granarolo, ed è charo che anche economicamente non è la cosa migliore”.

Il caseificio verrà edificato nel futuro prossimo nella zona Chimici, e permetterà uno sfruttamento più efficace delle risorse. L’unico disagio è previsto nel periodo di trasferimento tra la vecchia e la nuova fabbricazione. Probabilmente per un paio di settimane le forniture di formaggio fresco saranno sospese.

Nel frattempo, la distribuzione ha altre mete da raggiungere? “Vorremmo realizzare un catalogo di tutto l’agroalimentare di San Patrignano, che permetta di fornire i prodotti ai rivenditori di Milano, con consegna quindicinale. In futuro, anche un canale su Roma sarebbe interessante”.
Quali sono le tipologie più apprezzate? “In Romagna lo squaquerone e il pecorino. Anche il fossa di Cartoceto ha dato ottimi riscontri, e pure le cose più particolari, come il pecorino stagionato nelle vinacce e quello nelle foglie di castagne, vanno molto bene. Nonostante i prezzi siano piuttosto alti. Prossimamente verrà attivata una promozione sulla caciotta, che può dare di più, dal punto di vista commerciale. E anche sullo squaquerone, che nel Forlivese deve ancora essere scoperto”.

L’affinamento viene, come sempre, curato da Vittorio Beltrami, figura di riferimento nel panorama italiano. I ragazzi del caseificio hanno un buon maestro. “Sì, assolutamente. Imparano moltissimo da Gianni Menabue, che è il tecnico della lavorazione del latte. Ma qualcuno sviluppa interesse anche sull’affinamento. Vittorio è sempre prodigo di consigli”.