Concorso ippico di San Patrignano: Louise Whitaker si aggiudica il Gran Premio

Concorso Ippico

L’amazzone britannica si è aggiudicata, in sella a Ephesia, la gara più ambìta della tre giorni indoor di San Patrignano, precedendo lo svizzero Daniel Etter su Jacomo 25 e gli italiani Marco Ossa (con Havinia) e Gianni Govoni (su Coriana). Buone prestazioni anche per i cavalieri del San Patrignano Jumping Team, Fernando Fourcade e Fabrizio Pasquali. Il prossimo appuntamento per gli appassionati di equitazione è per il Csi–A “Challenge Vincenzo Muccioli”, in programma dal 20 al 22 luglio.

Molti si attendevano di vedere l’astro nascente dell’equitazione, il giovanissimo Robert Whitaker – 17 anni, campione d’Europa juniores – sul gradino più alto del podio del Gran Premio. Ma è toccato invece alla sorella Louise apporre il sigillo della famiglia Whitaker, un nome storico per l’equitazione mondiale, alla gara conclusiva della tre giorni indoor di San Patrignano. Louise Whitaker – 22 anni, quarta agli ultimi europei young riders – ha infatti saputo interpretare nel migliore dei modi un barrage estremamente tecnico e selettivo, preparato dal direttore di campo Marco Cortinovis, cui hanno avuto accesso solo 9 cavalieri su 38. Di fronte a 1.500 spettatori Louise, in sella alla sua Ephesia, ha superato con una manche velocissima lo svizzero Daniel Etter su Jacomo 25, e gli italiani Mariano Ossa, con Havinia, Gianni Govoni, in sella a Coriana e Giovanni Principi, su Beauty Queen.

Nella competizione precedente, una categoria a tempo con ostacoli di 1,30 m, il rappresentante più forte della nostra equitazione, Gianni Govoni – n°19 del ranking mondiale –, aveva strappato in sella a Kaina la vittoria proprio alla Whitaker, che in quest’occasione montava Royal Dear. Terzo, il tedesco Ulli Colle, con Lucky IV, seguito dal connazionale Gerhard Fuchs, su Lafitte e dal colombiano Juan Carlos Garcia con il suo Pelegrini.

Nella prima gara della giornata conclusiva del concorso, il binomio Italiano Mirco Casadei – Atlantyk aveva confermato di gradire particolarmente le gare veloci, bissando il successo del giorno precedente davanti ai portacolori del San Patrignano Jumping Team: lo spagnolo Fernando Fourcade, secondo in sella a S.P. Up e l’italiano Fabrizio Pasquali, terzo su Jessica. Quarto posto, infine, per l’olandese Wallerbosch su Phoenix e quinto per un altro azzurro, Franco Etrea su Clio 4.

Giacomo Muccioli, responsabile delle attività ippiche della comunità, si è dichiarato soddisfatto dei risultati ottenuti dal concorso: “IL successo di questa manifestazione ci conferma quanto San Patrignano sia apprezzata in Italia e in Europa da tecnici e cavalieri. Stiamo già preparando la quinta edizione del Challenge Vincenzo Muccioli, in programma dal 20 al 22 luglio e, in autunno, ospiteremo grazie all’impegno della Federazione i campionati italiani di dressage. Ma tutta l’attività equestre di San Patrignano è in espansione, e su tanti fronti, in particolare quello sociale: recentemente abbiamo dato il via, in collaborazione con l’A.N.I.R.E,, a un programma di ippoterapia riservata a portatori di handicap”.

Intervista al cavaliere britannico Robert Whitaker

La prima domanda riguarda le condizioni di salute di tuo padre. Sappiamo che sta meglio e l’augurio di tutti gli appassionati d’equitazione e degli sportivi è che possa rimettersi molto presto.

Sì, è vero, sta molto meglio. Credo che tornerà a cavalcare entro due mesi. Ha montato per la prima volta ieri, anzi l’altro ieri mercoledì. I medici dicono che non è ancora pronto per affrontare in pieno il lavoro che deve fare un top rider. Dovrà essere molto graduale nel riprendere la sua attività, non può certo riprendere di colpo ad allenarsi e gareggiare. Ma la cosa più importante è che i suoi problemi fisici si stanno risolvendo. Ora possiamo dire che sta bene, il peggio è passato.

Quando e come hai iniziato a montare a cavallo? .
Ho visto cavalli attorno a me sin da quando sono nato, ho cominciato a cavalcare all’età di due anni, su un piccolissimo pony, in pratica ho cominciato a camminare e a montare a cavallo contemporaneamente e a sette anni ho iniziato a partecipare alle prime competizioni.

Dal punto di vista sportivo e agonistico quali sono i tuoi obiettivi? .
Continuare a migliorare. Vorrei arrivate ai massimi livelli, partecipare solo a CSI–A ogni settimana. Questo è l’unico modo per arrivare tra i cavalieri più forti e, in futuro, vincere i Campionati Europei e le grandi competizioni internazionali.

Quale è il tuo modello tra i grandi cavalieri, insomma c’è un cavaliere che ammiri particolarmente? .
Questa è una domanda veramente difficile. Ovviamente mio papà e mio zio Michael sono sempre stati i miei modelli. Mi hanno sempre aiutato da quando ho iniziato a montare a cavallo, dandomi continuamente utili suggerimenti. Ma devo dire che ammiro molto Ludger Beerbaum, il grande cavaliere tedesco. E’ uno dei miei cavalieri preferiti: ha una grandissima classe e fa sempre sembrare il montare una cosa naturale, assolutamente semplice.

Che cosa hai provato quando hai vinto una top class a Olympia, battendo in barrage proprio tuo zio Michael? .
Mio zio è stato veramente molto contento ed è stato il primo a complimentarsi con me. E’ stata una grande emozione vincere quella gara e ci sono riuscito grazie ad un suo suggerimento su come affrontare il percorso, che in gara ho prontamente seguito. (Ride) Era quasi un po’ sorpreso (ride). Non poteva credere, di essere stato battuto grazie alle indicazioni che mi aveva dato. Non pensava fossi così veloce ad imparare.

C’è un cavallo che preferisci rispetto agli altri e quali credi debbano essere le qualità di un buon saltatore? .
Devo dire che non c’è un cavallo che preferisco rispetto ad un altro. Se proprio devo sceglierne uno di quelli che monto, direi Think Twice II con cui ho vinto a Londra, l’Olympia Horse Show. Per me un buon cavallo deve avere un gran cuore, cioè la capacità di impegnarsi sempre fino in fondo e di lavorare duro. Deve essere in grado di aiutare, in ogni momento del percorso, il suo cavaliere.

Il tuo cognome è Whitaker, per questo senti particolare pressione intorno a te quando entri in gara? .
Certo, chiamarsi Withaker può farti sentire sotto pressione, a volte mi è accaduto. Mi accorgo che molta gente ha delle forti aspettative nei miei confronti, perché ho intorno tante persone che mi aiutano, ho degli ottimi cavalli e tutti si aspettano che io ottenga dei buoni risultati. Ma non posso farci niente, posso solo cercare di montare al meglio delle mie possibilità.