Cris, Luna e il Signor Perché

Cristiano vive al secondo piano. Luna al primo. Viale Madrid 68 è un condominio dignitosamente anni ’70, con l’esterno in cortina e i parcheggi interni. A piedi, in tre minuti si raggiunge il mare e questa condizione privilegiata fa passare in secondo piano il fatto che l’interno del condominio non viene ritinteggiato da 30 anni. Ma tanto, come dice l’amministratore, si risporcherebbe tutto.
Cristiano l’altra sera è sceso al primo piano. A cena da Luna. Spaghetti alla puttanesca, polpette fritte, funghi trifolati, birra e fragole. A Luna Cristiano piace. E’ solare, pieno di energia, fa le scale a due a due quando sale a casa e di corsa quando le scende. Preceduto sempre dal suo cane, ed è proprio dagli occhi buoni di Pinkie, questo è il nome del cucciolo, che Luna ha intuito che Cristiano è uno di quelli con cui vale la pena parlare. Perché se è vero che cani e padroni si somigliano…
Cristiano è entrato in casa di Luna e ha cominciato ad aiutarla. Ha tagliato i funghi, preso la padella e l’olio, trovato da solo il nascondiglio del sale fino. Luna è dovuta andare in soccorso solo per fargli vedere come funzionava il macina pepe. Cristiano apre il frigo, gli sportelli dei pensili e trova i coltelli come se in quella casa ci fosse stato 10, 100, 1000 volte. Sembrerà banale o un particolare insulso, ma c’è chi apprezza le piccole sfumature della vita come questa.

Cristiano e Luna hanno mangiato, diviso la forchetta delle fragole e ascoltato un cd. “C’è un tempo che ci siamo perduti, come smarrire un anello in un prato e c’era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato. E’ tempo che sfugge niente paura che prima o poi ci riprende.…”. Bellissima. Ma quello che hanno fatto in modo più intenso è stato raccontarsi. Talmente tanto, saltando da un luogo all’altro, da un concetto ad un pensiero, passando per il passato e sfiorando qualche sogno, che sicuramente nessuno dei due conserverà un ricordo nitido e consequenziale di quella conversazione.
A Luna Cristiano piace. Mentre parlano fitti fitti, Cristiano ha chiesto “Posso?”, e si è acceso una canna. Luna non fuma neanche le sigarette e ha risposto “Si”.
Dopo cena hanno portato Pinkie sotto casa, dove c’è un parco in cui lui adora scorrazzare. E lì, sotto la luce fioca di un lampione tuffato tra i rami di un grande albero, Luna si è seduta sul marciapiede e gli ha chiesto “Ma perché?”.

“Lo so perfettamente il perché”, risponde Cristiano. “Fumo perché mi rilasso. Perchè mi fa stare bene in mezzo agli altri. Quando fumo riesco a sentire una musica in modo profondo, a capirla e mi sento molto più aperto a parlare di tutto. Riesco a spaziare in conversazioni intense, a non essere superficiale. Se mi trovo in una situazione nuova mi sento un po’ in impaccio se mi sono fatto una canna, ma se faccio qualcosa che conosco vado come un treno. Riesco a vedere oltre le apparenze perché mi soffermo su particolari che magari, da lucido non noterei neanche. Per me è tutto positivo. Non ci trovo nulla di male. Faccio solo questo, non faccio altro. L’unica controindicazione che mi viene in mente, è che quando ne fumo troppe mi viene un po’ di catarro”.
Luna lo ha ascoltato attentamente, mentre Cristiano parlava era concentrata a fissare ogni singola parola nella sua memoria. Per renderla indelebile. Voleva capire. E un pensiero si compone nella mente di lei. “Posso dirti una cosa?”, “Certo” risponde Cristiano.
Luna lo guarda, a fatica, perché anche lei è un po’ impacciata nelle situazioni nuove e anche lei a volte non riesce a toccare il profondo della vita perché la spaventa, e tante altre volte ha paura che se dirà una cretinata tutti fuggiranno via da lei. Adesso per esempio ha il terrore che se dirà veramente quello che pensa passerà per una bacchettona. Ma fa un grande respiro quasi ad inalare coraggio e comincia a parlare. “Io non ci capisco nulla di droghe e roba simile. Non so proprio che effetto facciano, quindi parlo da profana. Però mi viene da chiederti una cosa: perché Cristiano ha bisogno di qualcosa di esterno per rilassarsi, per andare come un treno, per gustare intensamente una musica. Perché se è “presente” agli altri pensa di essere superficiale e non si lascia attraversare dai pensieri o dalle parole di un’altra persona. Che a volte sono così belli anche solo da ascoltare. Perché si sente meglio o crede di essere migliore solo se si fuma una canna?”.

Cristiano è rimasto in silenzio qualche istante. Poi guarda Luna e non risponde.
Allora a Luna viene da pensare che forse, essendo la prima volta che passano un po’ di tempo insieme, è proprio una di quelle in cui Cristiano si sente impacciato, o forse, più semplicemente Cristiano non sa cosa rispondere.
A Luna piace Cristiano e più di una volta, quella sera, ha desiderato baciarlo. Ma non lo ha fatto. Perché lei voleva baciare Cristiano, quello vero. Ma quella sera lui, non era tra loro.
E a Luna, mentre nel letto cerca di addormentarsi, piace pensare di avergli regalato qualcosa. Piace pensare di averlo portato, anche solo per un istante, in un luogo dove non è importante quale o quanta droga ti fai, dove la questione non è cercare di capire quale sia la peggiore, dove non serve a niente dibattere su cause ed effetti psicotropi, in un luogo dove quello che merita attenzione ha a che fare con qualcosa di molto sottile ma infinitamente importante che risiede nell’animo umano. In un luogo dove è importante chiedersi “Perché”. Forse lo stesso luogo da cui ognuno cerca di fuggire.
Peccato, perché in fondo i funghi che Cristiano ha cucinato, erano buonissimi.