Cristiana Capotondi premiata da Glamour per l’impegno a fianco di San Patrignano

Cristiana Capotondi e San Patrignano

C’era anche Cristiana Capotondi tra i premiati della terza edizione dei Glamour Awards a Milano

Tra top model, attrici, influencer, modelli aspirazionali che si distinguono non solo per bellezza ed eleganza, ma anche per talento e impegno nel sociale. Nella menzione dell’attrice si legge un chiaro riferimento al coinvolgimento a favore di San Patrignano.

Un legame che nel corso del tempo si è consolidato sempre più. “Io sono arrivata a San Patrignano – spiega l’attrice – grazie al mio compagno, Andrea Pezzi, un romagnolo di Ravenna che ha avuto la possibilità di conoscere la comunità fin dai suoi inizi. Fin da subito sono rimasta molto colpita da Sanpa, è una città, un villaggio, una vera comunità nel senso più ampio, come attività, grandezza, unione e condivisione.

La poliedrica attrice italiana ha un debole per San Patrignano, ama le cose semplici e concrete, quindi non poteva che rimanere affascinata dal lavoro che si svolge in comunità ogni giorno. “Sono rimasta senza parole. C’è una vera e propria scuola delle arti italiane: grafica, pelletteria, decorazioni, lavorazione del ferro, vino, olio e tanto altro.

E’ una scuola di mestieri che mi è piaciuta molto dove si rispettano le tradizioni. L’importanza del fare e del lavorare è fondamentale nel percorso di crescita proposto ai ragazzi. Il metodo formativo utilizzato è molto valido e innovativo nella sua semplicità”. E’ rimasta affascinata Cristiana dall’impegno, dalla passione, dalla voglia di fare dei ragazzi.  Il lavoro è fondamentale – continua la Capotondi – a San Patrignano è possibile imparare un mestiere con i laboratori e tutte le attività presenti. L’indipendenza è un valore determinante, amo l’idea che all’interno di Sanpa si conservi questo valore. Scelte indipendenti, frutto di un lavoro interiore che fa riesplodere la voglia di vivere e di rinascere.

La droga non ti fa sconti. Quello che la droga ti ha tolto San Patrignano lo restituisce”.

Fiducia in se stessi, nelle proprie capacità, negli altri. “Ho avuto amici che hanno fatto uso di droghe, ma nessuno è mai stato a San Patrignano. Molti di questi in realtà hanno pensato di non aver bisogno di aiuto. I ragazzi ospiti in comunità hanno riflettuto su loro stessi – continua – sono liberi e consapevoli di intraprendere un percorso di rinascita. Chi sottovaluta il percorso di dipendenze sbaglia. I ragazzi e le famiglie stesse. Il rapporto giovani e genitori è un tema molto delicato”, continua la Capotondi. “La famiglia è il luogo necessario alla crescita e va tutelato in tutti i modi. Il nucleo famigliare è un luogo complesso, dove ci sono gioie e dolori. I ragazzi hanno la possibilità di scegliere il luogo dove vivere queste emozioni. San Patrignano, come famiglia, è unica”.