D4NP e i dati sul Terzo Settore: Facebook il social più usato dal non profit

Questo il trend emerso dalla ricerca a cura di Search On Media Group, presentata in esclusiva in occasione della prima edizione di D4NP – Digital For Non Profit davanti a un pubblico di 600 persone per analizzare il rapporto delle non profit con il mondo social. Il 74,8% delle realtà non profit analizzate usa Facebook, il 77,2% ha almeno un social linkato dalla propria propria homepage.

E’ Facebook il social più utilizzato dal terzo settore italiano. Questo quanto emerso oggi in occasione della prima edizione di D4NP – Digital For Non Profit, il primo evento italiano in cui si è fatto il punto sullo stato digitale del non profit. Una giornata, ideata da Search On Media Group e realizzata a San Patrignano in collaborazione con la comunità grazie al supporto di Accenture e IGPDecaux che ha rappresentato una reale occasione per fare networking, condividere conoscenze e comprendere come le realtà che operano con e nel Terzo Settore possano sfruttare al meglio le potenzialità del digitale.

La panoramica del settore non profit l’ha tracciata la ricerca condotta da Search On Media Group, nella quale sono stati presentati alcuni dati, in esclusiva, sul palco del Palasanpa davanti a un pubblico di oltre 600 partecipanti. Nello studio sono stati presi in considerazione i primi 500 enti beneficiari del 5×1000 e ne è stato analizzato il loro rapporto con il mondo social: nello specifico, sia quanti tra questi hanno un sito internet sia quanti, dalla home, linkano i propri account social. “I social fanno ormai parte della vita degli enti più grandi: il 77,2% linka i profili social nella propria homepage, mentre solo il 22,8% non ne ha nemmeno uno linkato dalla propria pagina principale. Questo numero si abbassa ulteriormente al 7,5% se si considerano gli enti tra la posizione 11 e la 50, mentre nella top 10 tutti hanno almeno un social network linkato dalla propria home”, commenta Marco Quadrella, COO Area Consulting Search On Media Group. Facebook risulta il social più usato in assoluto (74,8%) dalle non profit, dato in linea con le abitudini degli utenti italiani ed europei, seguito a lunga distanza da Twitter (56,4%). In terza posizione si trova il social con il target più giovane tra quelli esaminati: Instagram con il 21,8% degli enti. Google+, con il 18,2%, è in quarta posizione, mentre LinkedIn, in quinta, è linkato in homepage solamente dal 4,6% degli enti considerati e, tra questi, lo segnalano soprattutto quelli più grandi e quelli della categoria “Ricerca scientifica” o “Ricerca sanitaria”. Chiude la classifica Pinterest con il 4,6%.

Altri dati interessanti sono emersi dall’analisi del comparto Mobile che, solo lo scorso anno, (Ottobre 2016) ha sorpassato il desktop negli accessi web. Nello specifico, sono state messe sotto la lente d’ingrandimento del team ricerca di Search On Media Group le homepage, analizzando quante di esse, viste dal cellulare, si adattano alle dimensioni dello schermo. Ne è emerso che, tra i primi 10 enti beneficiari del 5×1000, il 70% ha un sito mobile friendly. La percentuale si abbassa leggermente, al 61,8%, considerando tutte e 500 le realtà non profit prese in esame. “Le realtà più strutturate e che dispongono di maggiori risorse economiche hanno la possibilità di mantenere il proprio sito internet allo stato dell’arte, quindi responsive e adatto ad una consultazione su cellulare”, commenta ancora Quadrella.

Con questa ricerca condotta internamente emerge da un lato la disponibilità delle non profit a investire e credere nel digitale come strumento di innovazione, dall’altro però a questo processo di digitalizzazione va affiancato un corretto e consapevole uso dei mezzi a disposizione. E al D4NP abbiamo proprio cercato di fare chiarezza su questi aspetti”, ha commentato Cosmano Lombardo, CEO di Search On Media Group e Ideatore D4NP.

“Un digitale che per noi è strumento di innovazione sia per comunicare e fare raccolta fondi, ma ancor più per fare recupero, prevenzione e formazione professionale”, ha spiegato Antonio Tinelli, Presidente di San Patrignano.

La cronaca dei lavori

Cosmano Lombardo e Antonio Tinelli hanno dato il benvenuto ai presenti, per poi dare la parola al Viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova. “Il Ministero ha un regime di aiuto per le organizzazioni sul territorio nazionale con l’obiettivo di aiutare un mercato in cui è possibile non solo creare profitti, ma anche sospingere lo sviluppo culturale del paese: è necessario sviluppare un capitale umano che, affianco al capitale organizzativo e relazionale delle imprese, può sostenere un’economia della conoscenza, che non conosce crisi”, ha affermato Bellanova.

È stata poi la volta di Bonfiglio Mariotti, Presidente AssoSoftware, e di Fabio Benasso, Presidente e Amministratore Delegato di Accenture Italia che ha analizzato il rapporto tra sociale e digitale. “Il digitale può contribuire concretamente a fornire soluzioni innovative a bisogni sociali non ancora soddisfatti. L’efficacia dell’adozione delle tecnologie dipende tuttavia dalla capacità di cogliere tale opportunità da parte di tutto l’ecosistema – profit, non profit e pubblica amministrazione, venture capital, incubatori, acceleratori, startup e università – collaborando in continuo scambio di esperienze e competenze in un’ottica di convergenza. Accenture, che da 60 anni è presente in Italia e guida la trasformazione digitale delle principali imprese del nostro Paese, si pone in questo contesto con un approccio innovativo – la Social Innovation Architecture – che mette a disposizione dell’ecosistema per inventare, prototipare e scalare progetti di innovazione sociale sostenibili, basata sullo stesso modello che offriamo ai nostri clienti per i loro percorsi trasformativi”.

Enrico Cereda, Presidente e AD IDM Italia, e Lucia Silva, Group Head of Sustainability and Social Responsibility di Generali Spa, hanno poi parlato di innovazione e responsabilità sociale. “L’innovazione è una leva fondamentale per creare valore sostenibile che duri nel tempo per tutti gli stakeholder ed è un’opportunità per Generali di guidare il cambiamento come leader in ambito assicurativo”, ha commentato Silva. “Cross Media Strategy for ONP”, invece, è stato il titolo dell’intervento di Fabrizio Du Chène de Vère, AD IPG Decaux, nel quale grazie ad alcuni case studies presentati ha illustrato come la cross medialità sia una strategia forte e performante anche per le attività non profit.