Debutta il gruppo teatrale di San Patrignano

Tredici i ragazzi in scena, che durante il corso condotto dal regista Stefano Tè con la collaborazione di Antonio Santangelo, oltre ad esplorare il percorso sulla tecnica attoriale, hanno sviluppato competenze relative alla realizzazione di maschere, costumi e scenografie. Cominciato a Novembre 2009 , il laboratorio è stato anche occasione per consolidare il gruppo teatrale, da sempre esistito a Sanpa.

Grande infatti l’attenzione che San Patrignano rivolge a tutte le attività culturali e di aggregazione, come la musica, lo sport, il teatro e la danza, considerate un valore aggiunto nel percorso di recupero dei ragazzi, ulteriori strumenti a loro disposizione per scoprire o ritrovare delle passioni sopite o sconosciute.

“Il Teatro può incanalare tensioni e far accadere le cose, oltre che veicolare messaggi” – dice Stefano Tè, regista del Teatro dei Venti – “però è anche vero che il Teatro si nutre degli incontri che fa e dei contesti che esplora, per questo ci piace parlare di Sociale per il Teatro, anziché di Teatro per il Sociale: gli incontri sono sempre a metà strada”.

Questo progetto della Compagnia modenese si aggiunge ad altri laboratori rivolti all’ ambito sociale: dal Laboratorio al Carcere minorile di Nisida (Na), al Laboratorio alla Casa Circondariale di Castelfranco e all’attività nel coordinamento Teatro-Carcere, fino al Laboratorio con lo Sportello Social Point, che si occupa di disagio psichico.

Il 30 giugno e l’1 luglio “La Città Clown” andrà in scena in due repliche giornaliere (ore 19 e 21.30) all’interno di San Patrignano.

Note di Regia
Tredici sconosciuti si risvegliano scaraventati in un luogo anonimo, senza un’apparente via d’uscita. Al risveglio, si scoprono vestiti e truccati da clown e ognuno di loro ha un nome appiccicato addosso: Jimmy. Qualcuno li ha portati lì, agghindati in fretta e furia, per un’audizione. Devono riuscire a fare ridere, piangere, convincere ad ogni costo, pena l’oblio. I giudici non appaiono mai, ma si sente la loro presenza, e osservandoli di nascosto, mettono continuamente alla prova questi tredici novelli clown. Musiche improvvise, silenzi e azione, si alternano in scena tra la consapevolezza che ogni clown ha, di dover fare qualcosa, qualcosa che lo salvi.
In questa attesa verità e finzione si mischiano: sogno e realtà, giudizio e inganno, burla o presa di coscienza.
Chiunque attorno a noi potrebbe essere uno di questi clown. Alle prese con un’eterna audizione, tra chi ci dipinge come meglio crede, chi ci fa sentire buffi e impacciati, e noi, sempre in affanno alla ricerca di qualcosa al di fuori della nostra quotidianità che ci renda migliori, che ci faccia sentire adeguati. Un gesto di coraggio cancellerà ogni trucco e improbabili costumi svelando una realtà inaspettata.
L’idea di questo spettacolo è nato dopo aver letto il romanzo “La Citta dei Clown” di Will Elliot.

in_evidenza