Una via dedicata a Vincenzo

E’ il secondo Comune della provincia di Verona ad intitolare, alla memoria di Vincenzo Muccioli, una via della propria città. Infatti, dopo la scelta operata dalla giunta comunale di Zevio nel 1996, anche Oppeano ha deciso di ricordare il fondatore della Comunità di San Patrignano, dedicandogli una strada della sua frazione di Vallese.

La scelta della cittadina veneta segue analoghe iniziative già realizzate in altri 15 comuni italiani (Napoli, Sanremo, Osimo, Ospedaletto di Rimini, Milano, Bologna, Teolo, Pescara, Pietrastornina, Rocca San Casciano, Roma San Severo, Gravina, Locorotondo), i quali hanno dedicato a Muccioli piazze, strade, giardini pubblici o monumenti commemorativi. E, dopo la decisione del consiglio comunale anche nella sua città natale, Rimini, si sta definendo la data nella quale inaugurare la via a lui dedicata dai suoi concittadini.

La cerimonia d’intitolazione si svolgerà domani, martedì 30 ottobre a Vallese(ore 12.00), al termine di un incontro sui temi della tossicodipendenza e del disagio giovanile (aula magna Scuola media “Giovanni XXIII”), cui parteciperanno Alessandro Montagnoli, Sindaco di Oppeano, Giuliano Boaretto, assessore alle politiche sociali e Andrea Muccioli, attuale responsabile della comunità fondata nel 1978 da suo padre Vincenzo.

“Tra poco più di due mesi San Patrignano compirà 30 anni di vita. Era il 1978 quando mio padre e mia madre decisero di fare diventare la nostra casa sulle colline di Rimini, un luogo a disposizione di ragazzi che vivevano il dramma della droga e volevano uscirne”, spiega Andrea Muccioli.

“In questi trent’anni, il rapporto con il Veneto è stato intenso. A Verona opera, dal 1989, AGARAS una delle prime associazioni di volontariato nata per collaborare con noi – continua Muccioli. – Dal dal 1978 ad oggi abbiamo accolto e reinserito nella società 1414 ragazzi veneti, ed oggi sono 121 i giovani provenienti da quella regione che portano avanti il loro percorso di recupero dalla droga a San Patrignano, 35 dei quali sono della provincia di Verona. Nessuno di loro, “termina Muccioli”, ha mai pagato o paga un centesimo per quanto riceve dalla comunità. Infatti, seguendo l’esempio di mio padre, offriamo il nostro aiuto in modo completamente gratuito e disinteressato. San Patrignano consente allo Stato di risparmiare, ogni anno, oltre 24 milioni di euro in rette. Soprattutto, riconsegna alla società persone libere dalla droga.”

Dato confermato da diverse ricerche scientifiche sugli esiti del trattamento offerto in comunità, l’ultima delle quali, realizzata dalle Università di Urbino e Pavia, certifica che il 72 percento di chi termina il percorso di recupero a San Patrignano ha definitivamente chiuso con la tossicodipendenza. Dato reso certo dall’analisi tossicologica del capello, in grado di stabilire se nell’ultimo anno si è assunto o meno stupefacenti, cui sono stati sottoposte le centinaia di persone coinvolte nella ricerca.

Ecco il programma dettagliato della giornata