Dipendenza crea dipendenza

Che il gioco del poker possa sfociare in una patologia non è una novità.
Sappiamo anche che il giocatore patologico una volta seduto intorno al tavolo verde fa molta fatica a distaccarsene, sottoponendosi ad ore ed ore di estenuante pressione psicologica dovuta alle perdite ed alla smania di vincere. Ma come fanno i player a reggere fisicamente e psicologicamente a questo stress?
La risposta ci arriva da uno studio della ‘Nuova Southeastern University’: i giocatori non disprezzerebbero l’uso di sostanze eccitanti o stimolanti, legali o meno, per aumentare il livello d’attenzione e le prestazioni. Infatti da un elenco riportato da Agipronews i giocatori sembrano spaziare dalla caffeina (utilizzata dal 71%) agli energy drink (51%), dal guaranà alla cocaina, dagli psicofarmaci (anfetamine, dextroanfetamine e benzodiazepine) all’alcol (30%).
Così, strano ma vero, ci rendiamo conto che è possibile parlare di doping anche in contesti dove apparentemente non c’è sforzo fisico. Lo studio rileva anche una sorta di mercatonero degli psicofarmaci: il 26% degli intervistati ha dichiarato di ricevere o comprare tali sostanze direttamente da altri giocatori.