Dipendenze parallele

Lo stretto rapporto tra anoressia–bulimia e droga analizzato da Antonio Boschini, responsabile del centro medico di San Patrignano

di Simona Nobili

“La maggior parte delle volte il problema del disturbo alimentare, in aumento per uomini e donne, viene prima della droga. Anzi, può succedere che chi è affetto da questi disturbi – anoressia e bulimia – utilizzi e diventi dipendente dalle droghe stimolanti, soprattutto anfetamine e cocaina, proprio per il loro effetto di soppressione dell’appetito (effetto anoresizzante). “Un discorso valido in particolare per le ragazze”, spiega il dottor Antonio Boschini, responsabile del centro medico di San Patrignano (che assiste circa 1600 persone), nell’analizzare il rapporto che intercorre tra disturbi alimentari e tossicodipendenza. “Quello dell’ossessione e del rifiuto del proprio corpo è un problema tipicamente adolescenziale, alla base del quale ci sono più problemi da approfondire”, prosegue Boschini mettendo in luce il fatto che disturbi alimentari e dipendenza da sostanze abbiano le stesse radici, per cui si è vulnerabili nei confronti degli uni e delle altre. Molti i punti in comune con la dipendenza da sostanze: il senso di colpa, il pensare solo a quello, la compulsività. Il rifiuto del corpo e del cibo avviene in genere prima del contatto con le sostanze.

“La bulimia in particolare ha meccanismi analoghi alla droga, perché si manifesta come una sorta di desiderio di riempimento, mentre l’atto stesso del vomitare rappresenta una dipendenza vera e propria, un atto liberatorio come lo sniffo o l’iniezione”, dice ancora, spiegando che i meccanismi alla base dell’anoressia sono diversi: se la bulimia risponde ad un’esigenza di colmare un vuoto, l’anoressia è invece una vittoria riportata sulla debolezza del proprio corpo (la persona in questione si ripete continuamente: “devo resistere, non devo mangiare, non devo assecondare la fame”).

Tornando al rapporto con le droghe, l’eroina ha invece l’effetto di nascondere il disturbo dell’alimentazione, come avviene anche per molti altri disturbi psicologici e psichiatrici. “Copre momentaneamente il problema alimentare”, dice Boschini, “che poi riaffiora in un secondo tempo”.

Oggi anche il ‘versante maschile’ del problema viene meglio identificato rispetto a qualche anno fa, il fenomeno è frequente, ma difficilmente gli uomini arrivano agli estremi delle donne, all’ossessione del corpo, molto più rari sono la magrezza estrema e il vomito autoindotto. Il disturbo si manifesta soprattutto sotto forma di sport compulsivo, di ‘squilibrio ginnico’, praticato per bruciare calorie, per piacersi, per modellare il corpo all’eccesso.