Diritto allo studio

Panoramica Sanpa

Ogni anno si svolgono lezioni e corsi di recupero. Per dare l’opportunità ai ragazzi che lo vogliono di inseguire sui banchi le proprie aspirazioni

di Silvia Mengoli

L’infanzia vissuta in strada. La scuola abbandonata a dieci anni. Una famiglia numerosa, tante bocche da sfamare. Per Salvatore è stata dura, fin da piccolo. Come per tanti bambini di Sicilia, terra splendida e crudele, dove troppo spesso il rispetto dell’infanzia è un lusso concesso a pochi. Dove anche i più piccoli devono lavorare, portare a casa dei soldi. E crescere in fretta, troppo in fretta. “Dove la scuola può essere sacrificata”, spiega Salvatore, oggi trentaquattrenne, un figlio di nove anni, da più di tre in comunità. “Alla mia età sapevo scrivere male, leggere peggio di mio figlio. Ho deciso di riprendere in mano libri e quaderni e ho sostenuto l’esame di terza media”.

Una possibilità, quella di completare la scuola dell’obbligo, data a molti giovani, ospiti di San Patrignano. Come quella di riprendere gli studi, dalle superiori all’università. Dal 1995 ad oggi sessanta ragazzi hanno conseguito l’alfabetizzazione, 260 la licenza media, 143 il diploma di scuola secondaria superiore e 21 la laurea.

“Tornare sui banchi di scuola, significa per molti avere una carta in più da giocare quando giunge il momento di tornare a casa”, sottolinea Roberto Miele, che coordina le attività scolastiche della Comunità. “Nei primi anni ottanta, i ragazzi venivano mandati a studiare fuori. Tutti i giorni qualcuno li accompagnava nei vari istituti scolastici, sia privati che non, per partecipare alle lezioni. Poi, essendo aumentate le richieste, abbiamo deciso di organizzarci diversamente, creando un centro studi interno a San Patrignano, la cosiddetta ‘biblioteca’, dove i giovani frequentano le lezioni, dalle otto alle dodici di mattina e dalle quindici alle diciannove del pomeriggio e poi si presentano agli esami come privatisti”.

A San Patrignano c’è un corpo docente di base che si è formato nel tempo e che gestisce le materie principali, come italiano, matematica, latino, filosofia, al quale si aggiungono di anno in anno insegnanti diversi che si occupano di corsi particolari.

“A seconda delle richieste che ci arrivano dai ragazzi, ci organizziamo di conseguenza: riformuliamo l’organico degli insegnanti, verifichiamo la disponibilità da parte di coloro che già collaborano con noi, cerchiamo nuovi professori per indirizzi scolastici diversi rispetto a quelli che già prevediamo. Un esempio è il liceo artistico, con materie di insegnamento particolari come scultura o modellaggio, che richiedono competenze specifiche”.

La ricerca degli insegnanti viene effettuata sulla base dei curriculum inviati alla comunità o delle segnalazioni fatte da altri prof in contatto da tempo con il centro studi di Sanpa. “Nella scelta del corpo docente”, spiega Adele, che da anni si dedica alle attività didattiche e ricreative riservate ai bimbi di San Patrignano, “facciamo molta attenzione, oltre che alla bravura e alla preparazione, anche all’approccio umano, alla sensibilità dimostrata dalle persone contattate. Un insegnante, anche se professionalmente all’altezza, potrebbe non esserci di supporto se non è in grado di riconoscere le difficoltà dei nostri ragazzi”.

L’organizzazione dei corsi ha visto continue modifiche e miglioramenti, da una sempre più attenta valutazione delle capacità professionali dei prof alla creazione di un ambiente scolastico simile il più possibile a quello incontrato al di fuori di San Patrignano per fornire ai ragazzi gli stessi strumenti formativi offerti agli altri giovani: il collegio dei docenti, i colloqui con gli insegnanti sul rendimento dei ragazzi, le verifiche e le prove in classe. “Inoltre verifichiamo continuamente la serietà e le forti motivazioni dei ragazzi necessarie per portare avanti un impegno così difficile”, continua Adele. “Se riteniamo che la scelta della persona non sia adatta alle sue capacità, orientiamo le sue preferenze verso indirizzi scolastici più adeguati, in modo da evitare inutili frustrazioni in caso di grosse difficoltà a proseguire”.

Un impegno grande che coinvolge gli insegnanti, gli educatori ed educatrici della Comunità “e da qualche mese un gruppo di persone con diverse professionalità che sta lavorando per migliorare ancora di più questo servizio rivolto ai ragazzi”. Un servizio che ha permesso a tanti di tornare alle vecchie passioni, di completare un cammino interrotto.

“Prima di entrare in comunità avevo conseguito il diploma in ragioneria, mi ero iscritto alla facoltà di lettere e avevo sostenuto due esami”, ricorda Renato, ventisei anni, di Trento.”Riuscivo a barcamenarmi, a far coincidere i ritmi dello studio con quelli della ‘roba’ ma, alla fine, le ‘storie’ mi hanno coinvolto troppo”. Ora Renato è iscritto al secondo anno di giurisprudenza all’ateneo bolognese, ha sette esami alle spalle e sta facendo un po’ di pratica all’ufficio legale della comunità: “Un’ottima scuola. Qui abbiamo una diversità tale di casi da avere una visione completa e complessa della professione”, dice Renato. Base di appoggio per le sue spedizioni all’università di Bologna è ‘la casa degli studenti’ del capoluogo emiliano, un appartamento che ospita coloro che, durante il percorso terapeutico, svolgono gli studi universitari.

Ad ognuno la sua facoltà
Otto studenti universitari, due appartamenti, a Milano e a Bologna, a loro disposizione per poter frequentare le lezioni, seguire i professori, prepararsi per gli esami. I ragazzi in questione sono ospiti di San Patrignano, quasi tutti hanno finito in comunità gli studi superiori e hanno deciso di continuare con l’università.

“La vita che facciamo fuori da Sanpa è regolata dai principi e dai valori su cui si basa la comunità”, racconta uno di loro. “Non c’è assolutamente nulla di diverso. I ritmi sono gli stessi, anche se ognuno ha i suoi orari a seconda delle lezioni che deve seguire. Certo l’impegno è notevole, e non parlo solo di studio. Gli stimoli esterni sono tanti e bisogna imparare a gestirli. E’ comunque un’esperienza in più, molto importante”.

Tutti i materiali, dai libri ai biglietti dell’autobus e a tutto quanto serve quotidianamente, sono forniti dalla Comunità. “Da un po’ di tempo diamo ai ragazzi la possibilità di frequentare anche l’università di Rimini e di Urbino”, aggiunge Roberto Miele. “Chi frequenta i corsi di laurea in queste città va avanti e indietro, gli altri invece rimangono fuori San Patrignano dal lunedì al venerdì”. E abitano nell’appartamento di Bologna. “Da circa due anni le iscrizioni all’università riguardano solo le varie facoltà dell’ateneo bolognese. Quindi gli studenti sono raggruppati tutti nel capoluogo felsineo e vivono nella casa che Vincenzo Muccioli affittò nel lontano 1983 per dare alloggio ai primi due ragazzi della Comunità che avevano ripreso gli studi universitari”.