Divertirsi da morire

In Europa i luoghi dello sballo e del binge drinking sono noti ai diretti interessati e davvero numerosi, dal Mediterraneo alle capitali del Nord. Ma il passo dal divertimento sfrenato alla tragedia è dolorosamente breve. In Scozia, Un giovane italiano in vacanza è morto dopo una notte brava, annebbiata da alcol e droghe, scivolando da una scogliera sulla quale si era avventurato imprudentemente. Ai suoi coetanei, il padre ha voluto lanciare un monito, mostrando sul web la foto che il figlio si era scattato con gli amici poco prima di morire, nel pieno della festa. Sorte speculare per un inglese morto a Roma, dove era giunto con un amico seguendo un preciso tour di locali. Un adolescente scozzese a sua volta si è ucciso gettandosi dalla finestra di un hotel a Tenerife, anche in questo caso spinto dagli effetti allucinatori delle sostanze assunte. La palma dello sballo estivo l’hanno raggiunta proprio le spiagge spagnole, Baleari e Costa Brava in testa, che presentano una densità di locali da primato: 57 nella sola via principale di Lloret, che con centinaia tra discoteche, pub e ristoranti la scorsa stagione ha ospitato più di 300mila turisti. Il segreto di questi locali è il prezzo stracciato degli alcolici: una tequila a 90 centesimi, un cuba libre a due euro, un ingresso in discoteca ad appena 10 euro con incluse cinque consumazioni. E sempre dalla terra iberica arriva la ‘moda’ del botellòn: la damigiana da scolare all’aperto, sempre insieme a tabacco e droghe.