Domande in libertà

Agnese è una ragazza di Matera, così come lo è la sua amica Lucia, 18 anni, e altri 43 studenti dell’Istituto professionale Morra che Venerdì 9 Marzo sono venuti in visita a San Patrignano.
Insieme ai colleghi dell’Istituto professionale di Cesena Macrelli hanno assistito al racconto di Mattia, testimonial Wefree, che con grande trasporto ha parlato della sua vita da aspirante campione delle due ruote. Mattia che ad un certo punto si è trovato davanti ai tortuosi tornanti della droga, perdendo il controllo della sua moto e infine della sua vita.

Che cosa vi ha colpito del racconto di Mattia?
“Mi ha colpito molto il fatto che in fondo Mattia non si è fatto trasportare da nessuno nella droga. E’ stata una sua scelta, una scelta sbagliata ma pur sempre una sua decisione. A volte si pensa che siano gli amici, le compagnie a portarci sulle cattiva strada. Cresci in un ambiente sbagliato e allora per forza ti droghi. La storia che ho sentito mi fa pensare invece a quanto conta la nostra volontà in quello che facciamo”

Dalla storia di Mattia si capisce che ha fatto tante cose per apparire, per piacere agli altri, quanto conta invece, nelle vostre vite, l’apparenza?
“Vorrei dirti che non conta niente ma purtroppo non è così. Tante volte sento il bisogno di fare qualcosa che neanche mi va di fare ma solo per piacere a qualcuno- mi confida Manuel, 17 anni, alla fine del racconto di Mattia.

Qualcosa tipo fumare una canna?
No, per fortuna non mi è mai capitato di fare una cosa del genere. Ma sentendo le vostre storie ho la netta impressione che mi potrebbe accadere…vorrei essere un po’ più sicuro di me, punto e basta.

Quindi sbaglio se dico che vi capita spesso di non sentirvi voi stessi in determinate situazioni?
“No, non sbagli affatto- risponde Alex, 15 anni, di Cesena- a dire il vero posso dirti che sono molto meno le volte in cui mi sento veramente me stesso”.

Una risposta che mi gela il sangue, che m’arriva come un pugno allo stomaco. Per un attimo svesto i panni dell’aspirante giornalista e m’infilo quelli del quindicenne che mi ha appena risposto. Avverto dolore, ma non sento rabbia, orgoglio. Sembra quasi abituato, rassegnato a vivere così. E questo mi fa male, perché mi fa tornare indietro coi ricordi….

Cambio argomento. In giro si sente spesso dire che le nuove generazioni hanno paura di crescere, di prendersi delle responsabilità, che siamo degli eterni immaturi…Quanto spaventa a voi diventare adulti?
Fioccano risposte di tutti i tipi. Si va dal timore: “ Mi spaventano le responsabilità del mondo adulto, non mi sento all’altezza”, alla voglia di crescere: “non vedo l’ora di essere grande e crearmi una posizione”, passando per dubbi tipo “è bello diventare grandi, ma le difficoltà aumentano”.
Ma la risposta che mi colpisce di più è quella di Andrea, 16 anni.
“Diventare grande? Sì mi spaventa. Perché vedo che chi “matura” ha un lavoro, una bella famiglia e tante belle cose, ma a volte mi sembra che si dimentichi che la vita non è solo responsabilità ma anche e soprattutto cura di se stessi, della propria gioia di vivere, della propria felicità. Certo non è così per tutti, non si può generalizzare, ma spesso guardo i miei genitori correre come pazzi per riuscire a stare dietro a tutto e non li vedo quasi mai ridere di gusto. Beh! E’ questo che mi spaventa, sì, è proprio questo!