Don Mazzi: “I soldi per il recupero? Se li è mangiati la malapolitica”

Il Forum ‘La normalità della droga’, svoltosi nella prima mattinata di ‘WeFree’ 2012, oggi a San Patrignano, ha visto gli interventi di alcuni dei principali operatori del sociale.Con la consueta veemenza, Don Antonio Mazzi, in risposta alla mancanza di risorse per la prevenzione delle dipendenze, ha affermato, in riferimento alla malapolitica e agli scandali emersi in questi ultimi tempi all’attenzione della cronaca:

“Usiamo le giuste parole per definire le cose: le risorse non mancano, è un’espressione troppo generica, i soldi se li sono mangiati questi str…”.
“Non è opportuno né utile lamentarsi, però, le comunità di recupero sono nate e vissute sempre abituandosi alla carenza di mezzi”, ha proseguito. “Ma il vero obiettivo che dobbiamo perseguire non è tanto questo, quanto riportare l’adolescenza e la gioventù al centro dell’attenzione di istituzioni come la scuola e l’università, che devono essere riformate a partire dalle medie inferiori e restituite alla loro natura di luoghi di formazione umana e non di mero apprendimento nei quali costringere per ore tutti i giorni i ragazzi”. Neanche la famiglia può però essere esentata dalle sue responsabilità: il leader di Exodus ha concluso prendendo in particolare di mira “i padri, la cui figura è venuta meno. Le madri mettono al mondo i figli, ma sono loro che dovrebbero farli nascere, durante l’adolescenza, a una nuova vita, quella della maturità e della personalità piena e responsabile”.

“Arrivano da noi ragazzi imbottiti di psicofarmaci”, ha esordito Don Chino Pezzoli, responsabile della Comunità Promozione umana , “poiché i primi approcci al ragazzo che presenta problemi sono meramente farmacologici. Il ruolo delle comunità diventa quindi essenziale, anche per il lavoro di prevenzione che svolgono rispetto alla possibile deriva criminale che il dipendente potrebbe assumere. Se lo Stato facesse quindi un rapporto costo-benefici, comprenderebbe che il supporto a questa rete di recupero è in realtà più che ripagato”.
Sull’educazione, Pezzoli ha concordato con l’intervento di don Mazzi: “I modelli educativi sono improntati alla ricerca spasmodica del piacere, il consumo di droghe in realtà non fa che inserirsi in questo modello. Bisogna passare invece a una educazione che tenga in conto la fatica e il dolore aiutando il ragazzo a elaborarli come passaggi inevitabili della sua crescita”.