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Panoramica Sanpa

La banca dati del centro medico è la più utilizzata dagli istituti di ricerca. Contiene le cartelle sanitarie di tutti i ragazzi passati da San Patrignano. E i dati che provengono dalla sieroteca della comunità

di Silvia Mengoli

Sei grandi frigoriferi occupano un’area del centro medico di San Patrignano. Contengono campioni di siero e plasma prelevati a tutti i ragazzi al momento dell’ingresso e successivamente ad intervalli che variano dai 6 ai 12 mesi, a seconda del verificarsi di situazioni particolari: episodi infettivi che riguardano persone sieropositive e non, particolari terapie somministrate per curare l’epatite C e le infezioni da Hiv.

I campioni vengono conservati, etichettati, elaborati. Tutte le informazioni raccolte servono per l’attività di ricerca, per migliorare le conoscenze, per perfezionare gli strumenti di diagnosi e cura. “E’ un lavoro minuzioso, dettagliato, che facciamo da circa vent’anni”, spiega Antonio Boschini, responsabile della struttura sanitaria della comunità, “che ci consente di disporre di una delle banche dati più importanti sull’andamento delle principali malattie correlate alla tossicodipendenza”.

I campioni di siero vengono conservati in quattro freezer ad una temperatura pari a meno 20 gradi. In altre due celle frigorifere, a meno ottanta gradi, si mantengono campioni di plasma, utilizzati per ricerche più sofisticate, come la biologia molecolare.

“Abbiamo creato e sviluppato la ‘sieroteca’, (nata nel 1987) con l’intento di integrare e completare le informazioni raccolte nel nostro archivio informatico che ospita le cartelle sanitarie di tutti i ragazzi passati da San Patrignano”.

Al momento dell’ingresso in comunità vengono effettuati accertamenti finalizzati alla diagnosi delle principali patologie che si associano all’uso delle droghe ed ai comportamenti a rischio ad esso correlati. Tutte le informazioni vengono inserite a computer e continuamente aggiornate: nuovi esami, visite specialistiche, terapie. Così come i dati che provengono dall’elaborazione dei campioni di siero. “Il materiale di cui disponiamo è completo e difficilmente reperibile attraverso altre fonti”, precisa Boschini. “Per questo, molti istituti di ricerca ci hanno contattato per instaurare dei rapporti di collaborazione”.

Da oltre dieci anni San Patrignano collabora con l’Istituto Superiore di Sanità e con alcune università. “Abbiamo diversi partners in base all’argomento da trattare. Per quanto riguarda i casi di tumore, ad esempio, abbiamo fornito importanti informazioni, oltre che all’Iss, anche al centro oncologico di Aviano e all’Istituto Spallanzani di Roma. Mentre per gli aspetti legati all’efficacia, alla tollerabilità e alla sicurezza di alcuni vaccini il nostro riferimento è soprattutto l’Istituto di Igiene di Genova”.

UN AIUTO IN PIU””
Anche il centro medico di San Patrignano ha avviato un’attività di ricerca medica prevalentemente nelle aree di epidemiologia e clinica. “Nonostante il nostro obiettivo principale sia quello di garantire un’ appropriata assistenza sanitaria ai ragazzi della comunità, ritengo che sia per noi doveroso aggiornarci continuamente”, sottolinea Antonio Boschini. “Assistenza e ricerca possono andare d’accordo. La nostra esperienza maturata in tanti anni insieme alla disponibilità di un enorme quantità di dati non possono che migliorare le nostre risposte nei confronti delle persone che hanno bisogno di cure. Inoltre, oggi come oggi, qualsiasi struttura sanitaria si qualifica anche grazie alla ricerca. Pubblicare articoli significa dare ulteriore qualità al servizio che offriamo”.

AREE DI RICERCA

Le principali aree di ricerca sono le seguenti:

Storia naturale della tossicodipendenza

 

Epidemologia e fattori di rischio per le infenzioni da HIV, HBV e HPV nei tossicodipendenti

Epidemologia e fattori di rischio per l’infezione e la malattia da M.tubercolosis nei tossicodipendenti

Incidenza e eziologia delle polmoniti nei tossicodipendenti

Incidenza e fattori di rischio per tumori nei tossicodipendenti

Storia naturale della malattia da HIV dopo l’interruzione dell’uso di sostanze stupefacenti

 

Neoplasia cervicale nelle tossicodipendenze: ruolo delle infezioni da HIV, HPV e di altri fattori a rischio