Il dramma comune della droga

Giovanna Valls prevenzione sulla droga - WeFree Days 2015

ForuMio

Giovanna Valls, sorella del primo ministro francese, era ospite oggi, a San Patrignano, in occasione del WeFree Days 2015, l’evento organizzato dalla comunità per parlare di prevenzione e disagio sociale.
All’interno di ForuMio, lo spazio dedicato al confronto, cui partecipano personaggi della politica, dello sport o che a vario titolo portano le proprie esperienze nel mondo della droga, Giovanna ha raccontato la sua storia.

Ospiti al ForuMio

Assieme a lei sul palco anche Giorgia Benusiglio e Gianpietro Ghidini.
Giorgia è una ragazza che a 17 anni, dopo avere assunto una mezza pasticca di ecstasy è stata colpita da un’epatite fulminante, che l’ha costretta, prima in Italia e seconda nel mondo, ad un trapianto di fegato.
Ghidini è fondatore dell’associazione Ema.pesciolino rosso, nata dopo la scomparsa di Emanuele, il figlio sedicenne di Gavardo, che causa l’assunzione di un acido, una notte di novembre di due anni fa, si è gettato nel fiume del suo paese, il Chiese.

Tra brani dei libri nati per raccontare queste esperienze di caduta e rinascita, fotografie e video, è emerso il filo conduttore che ha unito le tre storie. Famiglie in apparenza perfette, con nessuna problematica evidente, investite come da un uragano dal dramma della droga. Si pensa che la droga trovi il suo terreno naturale in situazioni familiari di particolare disagio, ma come ha precisato la Benusiglio: “Non è vero! Il reale problema è la sottovalutazione del rischio che nasce dalla cattiva informazione, per questo la scuola risulta troppo spesso il primo ambiente in cui i giovani prendono contatto con questo mondo fasullo”.

I messaggi della prevenzione

La trentatreenne milanese ha parlato della sua attività di prevenzione: “Sempre di più, quando vado nelle scuole, mi accorgo che i giovani credono di sapere tutto della droga, ma in effetti non è così, lasciandosi condizionare da notizie superficiali e dal desiderio di non rimanere fuori dal gruppo”. Questo il messaggio con cui ha concluso il suo intervento: “Non lasciate che gli altri decidano per voi. Usate la vostra testa!!”.

La Valls ha voluto ribadire, invece, l’importanza di non sottovalutare il problema delle malattie correlate all’abuso di sostanze quali epatite e aids, di cui lei stessa è affetta.
Molto incisivo l’intervento del padre di Emanuele, che ha ringraziato la sua famiglia senza la quale non sarebbe riuscito a reagire al dolore della perdita del figlio e ha spronato i ragazzi a non dimenticare l’importanza degli affetti familiari: “Non dimenticate mai i vostri genitori, che io chiamo ‘i guerrieri’. Non dimenticate l’amore che li spingono a combattere quotidianamente per il vostro benessere, che a volte può sembrare scontato, ma ha un grandissimo valore” e ha sottolineato come i ragazzi devono rifiutare l’omologazione tipica dei nostri tempi “non giudicando e senza temere il giudizio altrui. Non abbiate paura di sbagliare! Chi è stato aggiustato vale più di chi non ha sbagliato mai”.

Testimonianza di Giovanna Valls

Giovanna Valls, sorella del primo ministro francese, a San Patrignano all’interno dei WeFree Days ha parlato del suo riscatto dalle dipendenze.
Un incontro con gli studenti in cui ha raccontato la sua storia oggi descritta anche nel suo libro “Diario di una rinascita” edito da Feltrinelli.

Storia di Giorgia Benusiglio

Per una pasticca aveva rischiato di perdere la vita. Oggi Giorgia Benusiglio si racconta ai giovani e cerca di far loro capire che per divertirsi non hanno bisogno di alcuna sostanza. A San Patrignano in occasione dei WeFree Days 2015 ha parlato di questo con i tanti studenti presenti.

La testimonianza di Gianpietro Ghidini a WeFree Days

“Noi siamo qui per dire non solo che la droga fa male, ma soprattutto che la vita fa bene”. Gianpietro Ghidini, fondatore e presidente della Fondazione Ema Pesciolino Rosso, ha portato la propria testimonianza agli studenti nella giornata di apertura di WeFree Days 2015. Ghidini ha fondato Ema Pesciolino Rosso per ricordare Emanuele, il figlio 16enne suicidatosi dopo avere assunto droga nel corso di una serata con gli amici, e per sensibilizzare i giovani e le famiglie sul problema del disagio e delle dipendenze.


“Siamo onorati di essere tornati qui a San Patrignano in questa occasione – ha affermato a margine dell’incontro -. In agosto avevo vissuto un’esperienza bellissima, pranzando in salone con 1500 ragazzi. Avevo pianto. Avevo visto Emanuele negli occhi di ognuno di loro. Oggi portiamo la nostra testimonianza: non solo che la droga fa male, ma soprattutto che la vita fa bene. E’ la sfida che state percorrendo anche voi a San Patrignano”.


Si può scegliere di essere felici, ha aggiunto Ghidini. “Non siamo noi adulti che dobbiamo scegliere per i ragazzi. Dobbiamo fare capire loro che sono le scelte che compiono nellì’adolescenza che determineranno il loro futuro, che porteranno a successi o insuccessi. Quello che dobbiamo fare noi adulti è raccontare loro i rischi legati alle scelte che compiranno”.