Drugs on line

Farmaco, medicinale in inglese si traduce ‘drug’. Traduzione appropriata visto che è proprio in droga, intesa quale sostanza stupefacente, che si stanno trasformando molti dei farmaci nati per ‘curare’. Lo sballo da farmacia.
Il Rapporto annuale del Comitato Internazionale per il controllo dei Narcotici (Incb), presentato nei giorni scorsi a Roma, di allarmi sulla diffusione e l’abuso di droghe ne lancia molti ma la preoccupazione maggiore è puntata sull’enorme diffusione di farmaci contraffatti venduti attraverso mercati paralleli.

L’abuso e il traffico di medicine prescrivibili stanno per superare quelli delle droghe illegali. Per identificare i mercati ‘paralleli’ in cui si scatenano domanda e offerta, basta seguire lo sviluppo economico, tecnologico e sociale di ogni singolo continente. Mentre in regioni remote dell’Africa si possono acquistare su banchetti di frutta e verdura, in occidente esplode il boom delle farmacie ‘on line’. Antidolorifici derivati dall’oppio, tranquillanti, anoressanti e stimolanti sono i più venduti sul web, grazie all’aumento delle farmacie virtuali che offrono al cliente la comodità di non dover presentare prescrizione medica.

L’85% dei farmacisti web non richiede ricetta medica e il più coscienzioso 5% si accontenta di un fax. Questo nuovo ‘buisness’, raramente posto sotto controllo da parte delle autorità competenti in particolare per le quantità acquistabili, si porta dietro un aumento di morti da overdose di farmaci, tutti rigorosamente provvisti di sbugiardino. Indicazioni ed effetti collaterali, utilizzo e trasformazioni sembrano però non interessare chi acquista e chi cede.